“Mi ha smerdato”
By Reno Raines
Quell’ineducato fantasma verde mi ricorda qualcuno…
Dan Aykroyd, dopo la lettura di alcuni libri di fisica quantistica e parapsicologia, partorì l’idea di Ghostbusters; aveva pensato proprio a tutto: personaggi, fantasmi, attrezzature, divise. Il cast doveva provenire dal Saturday Night Live ma, ahimè, ci fu qualche assente: John Belushi (che doveva essere Peter Venkman) che morì di overdose, Eddie Murphy
partecipò invece a Beverly Hills Cop e infine Steve Guttenberg scelse piuttosto il ruolo di Carey Mahoney in Scuola di polizia. Il posto vacante di Belushi venne preso infine dall’amico Bill Murray.
Quando uscì nelle sale nel 1984, Ghostbusters ci fece fare la conoscenza di “un aborto di tubero”, definito così da Aykroyd nel suo primo incontro con l’ectoplasma. Un fantasma vorace e maleducato di nome Slimer che lascia tracce di muco verde sulla moquette. “Quello è il fantasma di John”, scherzava Aykroid sul set. Un omaggio a John Belushi, o meglio, al suo personaggio Bluto in Animal House.
Slimer, il cui nome in origine doveva essere Onionhead (testa di cipolla), raggiunse la popolarità solo con la serie televisiva animata The Real Ghostbusters, spin-off del film, dove il coso verde si prendeva alcune rivincite sociali: parlava e addirittura, diventava membro ufficiale, nonché mascotte degli Acchiappafantasmi. “Lo teniamo qui per scopi scientifici” ammette Egon Spangler in un episodio, ma quanto può costare mantenere un Belushi verde che gironzola libero in una caserma di pompieri, che lascia moccio ovunque e che soffre di terribili attacchi di fame chimica?









