Bersani, i rossi e gli arancioni
By Menzo
Ancora una volta, sinistra chiara nel parlare al Paese. Bersani, dopo aver sistemato il nuovo ufficio, è andato a parlare con
dei vecchi compagni. I reietti Diliberto e Ferrero. Comunisti italiani e Rifondazione. ma appena qualcuno inzia a vederci un pò rosso, loro si tirano in dietro. “C’è una diversa esigenza di concepire un’alleanza”, dice Gigi. “Non prevedo un’alleanza di governo in senso classico”, dice Ferrero. “C’e’ stato un clima davvero buono”, ha detto Diliberto. Insomma, tanto salotto, tanta cortesia in stile Vespa, ma guai a chiamarla Unione, o Ulivo. L’albero è stato abbattuto da tempo, e l’olio acido ricavato dai suoi frutti ha rovinato le cene di parecchi italiani. Per non parlare della falce piuttosto sbeccata e di un martello ormai di plastica.
Qui si sta cercando un’“alternativa”, che pare iniziare da una strada già vista. Un tempo li chiamavano Rafanielli: rossi fuori e bianchi dentro. Il primo passo di Bersani è quello di fare di un “partito arancione”, un’arancia rossa di Sicilia.
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