L’Italia è una monnezza e qui si pensa al crocifisso
By Menzo
In un periodo in cui tutto in Italia va a cazzo, dalla politica all’economia, dalle infrastrutture alla dignità umana, è logico e utile pensare al crocifisso in aula. Bene. A questo punto, si può dire che o ci si compiace accendendo polemiche bigotte idiote e
sviando volontariamente discorsi e necessità primarie, oppure si fa sul serio. Pessimo andazzo, qualunque sia il caso.
Ma visto che ci siamo. La Corte europea di Strasburgo ha sancito che il crocifisso nelle scuole viola il diritto di libertà di religione degli studenti. Dal Vaticano (figurarsi) si urla allo scandalo: “sentenza sbagliata e miope, che colpisce una materia profondamente legata all’identita’ storica, culturale, spirituale del popolo italiano”.
Ma chi glielo ricorda che sono 24 anni che lo stato italiano è laico? Chi glielo ricorda che il cattolicesimo non è più unico culto di Stato? Chi glielo dice che i ragazzi se ne fregano di quel pezzo di legno, tolgono il Gesù e scrivono “torno subito”? E non ci sono più i soldi per ricomprarne un altro? Eppure la legge 1985 n. 121 parlava chiaro: la religione cattolica, non è più unico culto nazionale. Non lo è più! E basta con sti retaggi semi-dittatoriali! Se si ha fede bene, sennò, appunto, amen.
Per finire, riporto un bel pensiero incontrato per caso curiosando per vari blog:
mi tocca l’ingrato còmpito di mettere in guardia tutti i sostenitori a oltranza del crocifisso nelle scuole, dell’ora di religione obbligatoria, della famiglia naturale fondata sul matrimonio, del sesso a scopo meramente riproduttivo, della verginità, del divieto di poter disporre della propria vita e di altri simili cavalli di battaglia: a forza di voler imporre agli altri le vostre convinzioni state accuratamente gettando le basi affinché in futuro, se gli atei o i musulmani diventassero la maggioranza, si possa pacificamente vietare per legge di andare in chiesa o introdurre senza colpo ferire la Shari’a.
Ecco. Le imposizioni, non le vogliamo. Pensiamo a problemi più seri, in questo Paese così stronzo. Ri-Amen.









