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A me piace la pizza! Il babà! Il babà!

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L’Orso Ciro, al secolo Ciro Esposito, nacque nel difficile quartiere di Secondigliano a Napoli. La madre era l’attrice Sandra Milo e il padre il famoso cantante paleo-melodico Mario Merola. Dopo un’infanzia vissuta in strada, sfrecciando in 5 su diOrsociro un College truccato, l’orsetto passava le giornate tra borseggi e sfruttamento minorile (tra le sue “protette” c’era una giovanissima Baby Mia). Ma il ragazzaccio fu arrestato dai Caramba. In cella Ciro conobbe Skeletor, un pezzo grosso, messo dentro per una terrazza costruita abusivamente sul castello di Greyskull. E fu lui a presentargli l’uomo che cambiò la vita all’orsetto. Enrico Preziosi. Ciro fu rilasciato su congrua cauzione e affidato all’imprenditore giocherellone, che lo portò in una clinica privata milanese per sottoporlo ad elettroshock; la sua memoria fu azzerata e gli inserirono il programma “prime frasi che impara un turista austriaco in visita a Napoli”. Il povero orsetto, divenuto ormai lo stereotipo in pezza e ossa della città partenopea, fu agghindato con l’ultimo agghiacciante tocco di classe: una cravattona rubata a Felice Caccamo con il disegno del Golfo di Napoli e il…Vesuvio sullo sfondo. Ecco infine, come canto del cigno, la pubblicità televisiva:

Orso Ciro: Iamm’! Iamm’! Iamm’ bbell’ guaglio’!
(Parte la tarantella in sottofondo)
Bambina: Ma chi sei?
Orso Ciro: Sono l’orso Ciro, Ciro, Ciro.
Bambina: Un orso che parla?
Orso Ciro: A me piace parlare, parlare! A me piace la pizza! Il babbà! Il babbà!
Bambina: Come sei simpatico!
Orso Ciro: Ciro a papà! Mi fai il solletico…
Voce fuori campo: Schiacci muso, pancia e mano e lui parla napoletano! È Ciro, e dice un sacco di frasi!

Ciro, ormai irrimediabilmente sputtanato a sua insaputa, è un fenomeno, è una star, tutti lo vogliono, tutti vogliono schiacciare quella zampina (un tempo ipersfruttata con ampie dosi di autoerotismo). Tutti i bambini da Teramo in giù ne possedevano almeno uno e anche nelle meneghine case del nord l’accento napoletano conquistò tutti. Si compì così il perverso piano di Nino D’Angelo, di insegnare il dialetto napoletano a tutti i bambini d’Italia. Ma questa era solo la punta dell’iceberg. In realtà il piano era molto più grande e perverso, cioè la creazione di una Repubblica al nord, in opposizione alla Lega, e l’annessione di Milano al comune di Napoli. Ma il piano fallì, Ciro fu rapito durante la presentazione del suo libro “Topo Gigio è ‘nu piezz’emmerda”, in una Mondadori di Milano, e ritrovato morto due giorni dopo in una malga montana in provincia di Sondrio, sciolto nella polenta bollente. Molto tempo dopo si scoprì che l’esecutore materiale fu Reynold Messner e il mandante Umberto Bossi. L’azienda Giochi Preziosi, sconvolta dal fattaccio, provò a risollevare il mercato con la versione dell’orso Ciro che fa il gioco delle tre carte e quello con la cintura di sicurezza stampata sulla maglietta. Niente da fare. Ciro non fu rimpiazzato e le vendite crollarono. Napoli e i suoi abitanti si seccarono ben presto di essere associati al pupazzo petulante e gli orsetti sparirono dalla circolazione; oggi sono utilizzati dalla criminalità organizzata per nasconderci i sacchetti di cocaina.

nov 5th, 2009 | Category: Memorabilia
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  • http://www.rassegnastagna.com Menzo

    allora forse è vivo come Hitler!

  • Lawnzapper

    A me è sembrato di vederlo con tanto di coppola e marranzanu