Feltri-Fini, c’è l’ok: sarà fiction su Rete4
By Menzo
La querelle Gianfranco Fini-Vittorio Feltri si farà fiction. I produttori hanno già dichiarato: “sì, il format a base di editoriali al veleno, querele e rispostacce può funzionare anche per il piccolo schermo. Condiremo la storia con un pò di amore, tradimenti e infamie varie, rendendo il tutto gradevolissimo per il nostro pubblico. La scenografia sarà un pò retrò, barocca, per un dramma assolutamente reale e attuale”. Sarà dunque questa la base per le puntate della miniserie tragica
presto in onda su Rete4.
La trama, da indiscrezioni, sa di già visto (e d’altronde è tratta da una storia vera), ma è una struttura che piacerà agli italiani grazie ai suoi colpi di scena prevedibili ma mozzafiato.
Il protagonista, Gianfranco, è un giovane rampollo politico di destra. Egli è considerato dal suo amico-nemico Vittorio direttore di un giornale bohemien, un tipo enigmatico, ambiguo nei commenti sul governo reggente di cui Gianfranco fa parte e criptico nelle relazioni con il primo ministro, Silvio, che invece dovrebbe essere invece un suo grande alleato. Per questo Vittorio, tramite i suoi articoli ad orologeria, attacca e tartassa continuamente Gianfranco, colpevole di essersi avvicinato un pò troppo alle teorie marxiste di un gruppo di operai del pavese. In realtà, il tutto è un pretesto vendicativo, perchè si scopriranno i passati di una storia d’amore mai decollata.
Anche Gianfranco però ha il suo giornale, quello della sua fondazione, che non spreca cartucce per controbattere al giornalista furioso. Tra querele e insulti, la passione si trascina su carta e in tribunale.
Finchè, coup de theatre: il primo ministro Silvio, proprietario del giornale di Vittorio, prende le difese di Gianfranco, accusando Vittorio di esagerare. Così, tra dubbi e tormenti, si fa strada l’ipotesi di vendita del quotidiano e seguente licenziamento del giornalista. L’unica soluzione è trovare un altro giornale dove scatenare il rancore, ma nessuno lo vuole con sè.
Non sveliamo il resto. Ma ci sarà davvero un lieto fine?
fonte: Repubblica.it
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