Le scoperte dell’opposizione. Ora sì, che si arrabbiano
By Menzo
Udite udite, ci sono timidi pigolii dall’opposizione; dopo i governi-ombra delle meraviglie e i grandi successi del niente franceschiniano, le prediche nel deserto dell’oratore pazzo Di Pietro e la sublime moderazione di Pierferdi Casini, qui qualcosa
sembra succedere.
Pierluigi Bersani, dichiara, darà battaglia in Parlamento e ha già chiesto al premier di “farsi processare per riaffermare il principio d’eguaglianza e ridare serenità al Paese”. Non è una richiesta nuova di zecca, diciamolo; qualche mortale cittadino, tempo fa, avanzò tale desiderio, ottenendo solamente l’esibizione della sua carta d’identità alle forze dell’(dis)ordine. Forse qualche manganellata in uno stanzino buio. Quell’uomo era quel Piero Ricca che ad Emilio Fede sputò accuse ed insulti velati, ricevendo per tutta risposta uno sputo di quelli veri. Insomma, Ricca riesce sempre a portare qualcosina a casa.
Comunque, con le ultime sul ddl processi-brevissimi si è incazzato pure il Pierferdi: “e una porcheria, sfascia l’ordinamento e dimentica le vittime”. La controproposta? Un lodo-Alfano rivisto, costituzionale e che vada incontro alle richieste della Corte.
Questo sì, che sarebbe da signori.
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