Corso di laurea in scienze dell’opposizione, c’è tensione tra gli studenti
By Menzo
Non tira una buona aria all’ultimo anno di scienze dell’opposizione, Università Roma4 “Montecitorio”, causa tensione e attesa per l’esame caratterizzante “tecniche dell’antiberlusconismo”, in programma giorno 5 dicembre.
I secchioni del Pd, tipici saputelli tutta teoria zero pratica, emblemi del nuovo mondo accademico italiano, fanno sapere tramite il
capoclasse Bersani che sono talmente preparati da non aver neanche bisogno di sostenere l’esame. Anche la studentessa femminista Rosy Bindi ha aggiunto carne sul fuoco: “non abbiamo bisogno di partecipare, il nostro antiberlusconismo è quotidiano ed è nei fatti, l’esame lo passiamo ogni giorno da anni”.
Ciò ha suscitato la rabbia degli altri studenti, sia tra i fuori corso di Rifondazione Comunista (soprattutto tra quelli che, se non passeranno l’esame, dovranno restituire la borsa di studio assegnata loro), sia tra i pendolari paesani di Italia dei Valori, costretti a litri di caffè e a nottate in bianco sui libri. Questi ultimi, in particolare il leader studentesco Antonio Di Pietro, ha affermato che non se ne può più di tutti questi sapientoni all’interno del corso:”Il Pd si tolga il cappello da primi della classe, studi, e partecipi alla prova“.
Immediata la replica di Bersani, davanti alle macchinette del caffè, luogo di aggregazione maxima: “noi, lezioni di antiberlusconismo, non le prendiamo da nessuno, neanche dal professore”. Nessuno, infatti, li ha mai visti a lezione.









