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Il Sistema giudiziario americano: “Bar, nonnetti e ubriaconi“

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Caro avvocato Martellone,

mi sono sempre chiesto come funzioni il sistema giudiziario americano. Mi affido a lei per le delucidazioni sull’ argomento…

Tino Tini

Caro lettore,

avv. NandoMartellone

Per ogni curiosità legale, per stravincere una causa o per una semplice bevuta, contatta l'avvocato su rassegnastagna@gmail.com. Nella foto, un suo momento di relax dopo un'udienza.

Un cittadino Americano, nel corso di un processo giudiziario, può trovarsi di fronte un giudice ultracentenario oppure totalmente ubriaco a presiedere la Corte. Questo poiché nella maggior parte degli Stati Uniti i giudici sono eletti e non nominati, per sottoporli ad una certa forma di controllo pubblico e renderli indipendenti dalla politica. Quindi una volta eletto, un giudice federale non ha limiti d’età, nè scadenza di mandato e secondo quanto stabilito dalla Costituzione, il solo modo per rimuoverlo dal proprio incarico sarebbe quello d’incriminarlo per tradimento, corruzione oppure altri gravi crimini. Quindi il giudice ha il diritto di restare incollato alla sua poltrona anche se presenta caratteristiche e atteggiamenti non prettamente ‘professionali’.

Tutto questo rende il sistema giudiziario americano meno triste e più colorito e d’altronde l’ avvocatura statunitense si chiama “Bar”…

Loro si che sanno come divertirsi. Anche se io non mi lamento.

Inviate i quesiti per l’avvocato a rassegnastagna@gmail.com. Risponderà al più presto, se in grado di farlo. Naturalmente, gratis.

nov 27th, 2009 | Category: Satirattualità
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  • http://zenetic.it killeader

    Assistiamo all'assalto al potere delle toghe rosse ogni giorno. L'incubo della scure legale incombe su ogni buon cittadino che con la frode e l'evasione contribuisce a mantenere attiva l'economia nazionale in questi tempi di crisi.

    Nessuno si sente più al sicuro nell'esprimere il proprio diritto alla libertà di frodare lo stato.

    Figure come l'avvocato Martellone aprono un barlume di speranza nelle menti afflitte dall'oppressione giudiziaria.

    Forse un domani esiste, anche per noi…