Rise and fall of Barbour, la giacca unta
By Reno Raines
Nel 1894 l’inventore della “giacca unta”, John Barbour, artigiano di South Shields, Newcastle pensò al modello “Beaufort” (quello sopra le ginocchia) che da allora è rimasto lo stesso: verde militare o blu scuro, collo in velluto, cerniera e bottoni a pressione, imbottitura staccabile, pesantissimo ma indubbiamente caldo. Un abbigliamento pensato per proteggere dal freddo e dall’acqua i marinai del Mare del Nord. “Il miglior abbigliamento britannico per il peggior tempo britannico” era lo slogan. Leggenda vuole addirittura che un marinaio caduto in acqua nel Mare d’Irlanda, grazie all’assicurata
impermeabilità del capo, riuscì a resistere in acqua gelida 30 ore senza cadere in ipotermia. Il Titanic sfortunatamente non ne possedeva una scorta sufficiente.
Già negli anni ’80 era un “field jacket” di culto tra gli yuppies londinesi e, nel momento d’oro del look casual-chic, il Barbour evocava battute di caccia alla volpe nella nebbia e un altro mezzo miliardo di stereotipi che si possono avere sull’Inghilterra. In Italia, come al solito, la giacca unta è arrivata con un tantino di ritardo (primi ani 90’) ma ruppe immediatamente gli argini e straripò in tutti gli ambienti: dalle scuole, alle curve degli stadi, ai consigli d’amministrazione.
Per i liceali, in particolare, era diventato uno strumento di lubrificato struscìo giovanile; si era perfino venuta a formare la nuova categoria di ladri da discoteca, dei veri specializzati nel furto delle famosissime e obbligatorie spillette con il nome vero (non “Barboun”), piazzabilissime sul mercato (soprattutto grazie agli sfigatelli che compravano la giacca unta sui banchi del mercato rionale, visti gli irrangiungibili prezzi dei capi originali). Un’altra caratteristica era il fetore tremendo della giacca, glassata con grasso di balena, per molti una sorta di richiamo ormonale. Anche i vip si fecero contagiare dalla mania, Lady Diana, Cantona e i nostrani Gianni Agnelli e Luciano Pavarotti (che si diceva in giro necessitasse del grasso di un intero capodoglio per le annuali manutenzioni).
Sì, perché c’era un vero e proprio rito dietro il possedere una giacca unta: un efficiente servizio clienti per la re-impermeabilizzazione, pulizia e riparazione del capo, presso i rivenditori autorizzati.
Nel 1997 lo stile Old England entra in crisi e la “J.Barbour and Sons” cala le vendite internazionali di più del 50% con una perdita di 42 miliardi di lire di allora. “Colpa della sterlina forte” dicono dalla casa madre, “i prodotti inglesi in crisi all’estero, tengono bene invece in patria”. O forse la gente si sarà stufata del rito della manutenzione, di ladri di spille, di non andare in ipotermia, di sentirsi un cacciatore di volpi?









