Quella leggenda chiamata mafia
By redazione
Sicilia. Terra famosa per le arance rosse, i cannoli, il mare e il suo vulcano. Lì da centinaia di anni esiste una leggenda. Si tramanda da generazioni ormai l’esistenza di un’associazione criminale organizzata, che nel corso degli anni è riuscita a creare enormi giri d’affari economici in tutto il mondo, passando dagli appalti edilizi alla droga, dalla gestione di cariche politiche a quelle amministrative, dalle estorsioni alle stragi. Questa abnorme montatura è famosa con il nome di “mafia”.
Quanti film, libri e racconti sono stati scritti riguardo quest’argomento fittizio? Quante volte quella terra e l’Italia intera
sono state associate a quel nome? E così, il Premier Silvio Berlusconi, ormai stufo di sentirsi chiamare mafioso ogni volta all’estero, e in difesa di tutti gli italiani ripetutamente bistrattati, ha mostrato tutto il suo rammarico per tale argomento: “se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri su queste idiozie facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo”.
Poi con tono mistico ha concluso il suo intervento: “tu, Vito, hai parlato prima dei problemi con la mafia. E che problema c’è? Ci sono io. Nella vita bisogna sorridere, ci vuole ottimismo…”. Ma infatti, siamo sinceri, possiamo davvero credere alle leggende? L’attore e regista Michele Placido, storico protagonista della serie La Piovra ha commentato: “ha ragione Berlusconi, la mafia non esiste. Gli attentati a Falcone e Borsellino, quelli a Firenze, a Milano e Torino erano solo riprese cinematografiche dirette da Damiano Damiani, Florestano Vancini e Luigi Perelli, noti registi di fantascienza. E’ tutta una fiction, una burla, una leggenda da raccontare ai bambini quando combinano una marachella: “se fai il monello arriva la mafia”.
Anche Francis Ford Coppola, regista de Il Padrino, rabbrividisce. Sembra che sentendo le dichiarazioni di Berlusconi abbia sudato davvero freddo, mentre si toccava ripetutamente la gola.
Scritto da Saul Caia









