Copenhagen, salviamo il mondo! Magari domani.
By Menzo
A Copenhagen è di scena l’ennesimo imperdibile summit interplanetario. Tutti i big mondiali (e oltre, presenti anche gli ambasciatori del sistema solare) sono già
indaffaratissimi, tra workshop in stile “piccolo chimico” e fatti concretissimi, nel risolvere i problemi climatici del mondo intero (e oltre), entro il 3045. Ma ci vorranno davvero 1035 anni ancora? A quanto pare. Ma con l’ecologia non si scherza.
Il rappresentante Onu per il clima, Yvo de Boer, ha già dichiarato: “il tempo delle dichiarazioni formali è finito”. Davvero? Peccato che nessuno voglia impegnarsi in maniera davvero vincolante, con un’autorità che controlli ufficialmente i livelli di riduzione dei gas serra, nell’interesse di tutto il pianeta. Hu Jintao e Obama, avevano già snobbato Copenhagen, tempo fa. Il primo è troppo impegnato a colonizzare l’universo, mentre il secondo lucida ancora il premio Nobel e manda soldati qua e là. Ridurre le emissioni senza che l’altro cominci per primo sarebbe una caduta d’orgoglio e di stile, capiamoli. E gli altri paesi superinquinanti (UE, Giappone, India, Russia)? Loro sì che sono sommi maestri delle ciance. Facce e parole davanti a microfoni.
Il vertice Fao si è praticamente chiuso con un “è giusto ridurre la fame nel mondo. Magnamo tutti che è meglio”. Questo, probabilmente, manderà tutti a casa con “Il pianeta ha bisogno di respirare, vogliamo meno macchine e più biciclette”. Sì, andate in pace.
Stavolta però, Berlusconi non racconterà barzellette, come avvenuto al vertice Fao. Perchè lui ha già disertato la conferenza, pur essendo in città, come da illustrazione. Meglio così, lasciamolo buono con le sue manie. Almeno ci risparmierà una delle sue perle pubbliche.










