Dall’italiano al garbo, sui gruppi Facebook tutto è optional
By Menzo
Chi ha detto che i giovani non sanno più parlare correttamente l’italiano? Congiuntivi sotto i piedi, sintassi matta, neologismi improbabili. Se è per questo, a scrivere non sono poi tanto meglio, ma non facciamo certo un grande scoop.
Abbiamo gironzolato parecchio sui Social Network, in particolar modo Facebook, in questi due giorni di caso-Tartaglia. A parte le polemiche in Tv sull’istigazione alla violenza del popolo Web criminale, a parte il finimondo delle truffe sui gruppi pro-Berlusconi e a parte le riflessioni critiche su ciò che sta avvenendo nel nostro maledetto Paese, non ci resta che
piangere, ma forse anche ridere.
Nei gruppi farlocchi come “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia” si varia da insulti venali, quelli tipo “comunisti schifosi”, “merde”, “chi cazzo mi ha iscritto a questo gruppo, merdeee” fino a ragionamenti più profondi e squisiti come “IN ITALIA PADRONEGGIA L’IGNORANZA, QUESTI SONO I RISULTATI DI TANTI GOVERNI DI SINISTRA I QUALI VI HANNO INSEGNATO A DROGARVI NEI CENTRI SOCIALI E RUBARE IL PROSSIMO!!”, rigorosamente maiuscolo.
Passando all’ortografia si segnalano parecchi casi come “c’è ne tanti”, “sono indigniata”, “ch” gettate nel cesso con correlato sciacquone e sostituite dalle classiche (e di assoluta italica tradizione) “k”, per finire con primizie quali “LUI ALMENO HA FATTO DELLA SUA VITA QLKS TU COSA HAI FTT NNT QUINDI STAI ZITTAAAAAAAAA”. Davvero, abbiamo pescato praticamente a caso nella bolgia. Il trionfo di assenza di vocali e accostamenti azzardati è servito in tavola. Generazione sms (Siamo Maledettamente Scimmie)?
Noi mica vogliamo fare i maestrini. Sappiamo che è tutta colpa della scuola e dei suoi crocifissi. Ci pensa però un’utente molto attiva all’interno del suddetto gruppo a correggere gli erroracci dei provocatori rossi. Per un’omissione di “t” in un “sostenere”, improvvisamente divenuto un inguardabile “sosenere”, grasse risate e insulti a valanga per il malcapitato contestatore. Poi però, l’utente-professoressa, che come foto del profilo presenta il cantante dei Tokio Hotel in tutto il suo splendore, rivela l’assoluta padronanza della lingua pochi minuti dopo, con un maiuscolissimo “SIETE PIU’ PERFIDI DI QUEL MATTO! SPERO CHE RIAPRINO I MANICOMI! MATTI!”. Touchè. Là non c’è l’errorino di battitura.









