Tra il politologo Moccia e le polemiche con Cicciolina, c’è futuro per il Partito dell’Amore
By Menzo
Dopo quanto successo, tra bocche maciullate e denti disintegrati da rancori e souvenir vari, si è finalmente capito da che parte debba stare il senno e, in generale, il senso comune del domani. E’ ufficiale, è la rivincita dell’amore. Al centrodestra non basta più essere solamente il punto di riferimento di ogni libertà. Bisogna guardare oltre, richiamare il più elevato dei sentimenti, quello che permetterà alla società italiana di vivere in pace e fratellanza per sempre.
Lo scrittore Federico Moccia ha già triplicato le vendite. La critica letteraria da qualche giorno si appella a lui come grande politologo, colui che ha compreso da tempo dove il presente governo ci avrebbe traghettato. Altro che autore da quattro soldi, da Baci Perugina, da passioni adolescenziali tutto sdolcinatezze e manfrine. L’ultima fatica letteraria, Amore 14, è invece un’analisi completa del centrodestra odierno, un quadro politico ben preciso che, tra metafore di labbra sfiorate e carezze sotto il piumone, ritrae perfettamente il nuovo clima all’interno del governo. Basta con l’odio, viva l’amore.
Non c’è neanche il tempo di abbracciarsi affettuosamente però, che già scattano le prime polemiche. Il neonato Partito dell’Amore di Silvio Berlusconi è già stato querelato per violato copyright, da parte di coloro i quali continuano l’attività del vecchio Partito dell’Amore delle pornodive Cicciolina e Moana Pozzi, nato nel 91′. I bodyguard del premier sono già in allerta: si temono lanci ad personam di altri tipi di oggettistica.
Anche Marco Travaglio, comunque, si è espresso sulla nuova svolta politica durante il programma Annozero del 17 dicembre 2009:
Che dire. Siamo salvi.
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