Se una mattina d’inverno una nonna (deve prendere il bus a Palazzo Grazioli)
By Menzo

Protesta di individui decrepiti, a settembre, in compagnia dell'attuale segretario radicale Mario Staderini, di fronte a Palazzo Grazioli. Allora il problema era la mancata accessibilità ai mezzi per i disabili. Ora il problema non si pone più. Vaglielo a spiegare che è colpa di Facebook e affini.
Una nonnarda piano piano arriva alla fermata dell’autobus di via del Plebiscito. E’ quella di fronte Palazzo Grazioli, club privè di grido delle notti di bisboccia romane. Al posto del pannello con le tratte degli autobus, a cui essa distrattamente non fa caso, un pò per rincoglionimento, un pò per strascichi di memoria fotografica di rotte conosciute a memoria dopo anni di imperituri tragitti, due loquaci omini Atac.
Omini Atac: “no signora, l’autobus non passa più qua”.
Nonna: “eh?”
OA: “hanno soppresso la fermata, motivi di sicurezza“.
Nonna: “eh? Non ho spiccioli”.
OA: “no signora, non vogliamo soldi, la informiamo che qui aspetta invano l’autobus. Deve andare più avanti, alla prossima fermata, a Largo Argentina”.
Nonna: “ah..ma sono anni che prendo l’autobus qua, ho pure l’abbonamento, guardi”.
OA: “va bene signora, non siamo controllori. Guardi, Berlusconi ha caldeggiato la rimozione della fermata. Circolare. (ora trascini pure le sue vene varicose per altri 500 metri)”.
Furiosi tutti i commercianti della zona, che sulla cruciale fermata riponevano tutta la fiducia per i loro affari. Chiusi gli Internet point adiacenti per sospetti collegamenti ad Al Qaeda e nuove, obbligatorie licenze per i negozi di souvenir che dovranno imbottire esternamente la mercanzia con gommapiuma.
“Ho sentito che hanno smontato tutto per allargare la piazzetta affinchè tutti i taxi che arrivano in notturna a Palazzo Grazioli sostino in tranquillità”. Le solite malelingue.









