Gran risate in fattoria (e tanti saluti dalla Novartis)
By Menzo
Ce l’hanno fatta di nuovo. Adesso anche i suini, insieme ai polli e volatili vari dell’aviaria e alle mucche matte, possono
raccontare ai nipotini, in caso di mancata macellazione, quanto è facile gabbare l’essere umano.
Non che qualcuna di queste bestie non fosse effettivamente malata e che qualche caso di contagio ci sia stato. Ma un business che porti 24 milioni di vaccini in Italia, con una spesa di 184 milioni di Euro da parte del governo, andati nelle tasche dei gran ricercatori dell’industria farmaceutica Novartis, equivale a numeri da presa per il culo subìta. Vaccini utilizzati? 840.000 circa. Avrebbero dovuto essere 840.001, perchè Topo Gigio, che predica bene e razzola da schifo, diceva solo di lavarsi bene le mani e stare a letto. E adesso, in quanto topo, probabilmente ride con tutta l’allegra combriccola della fattoria, per una pandemia che fa del ridicolo la sua forza.
Scrive oggi Il Fatto Quotidiano che l’unico a ridere è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino, al contrario di altri Stati europei terrorizzati dai maiali, non ne ha comprato neanche uno: “il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa”.
Sbagliato. Non è l’unico a ridere. Non sentite anche voi, proveniente dalle campagne attorno, un gran chiasso di grugniti, muggiti, accompagnati da coccodè a ritmo e da continui tintinnii di calici?









