A proposito di crisi. La Rassegna Stagna rischia lo sfratto
By morte
Cari amici e amiche (e incroci) di Rassegna Stagna, quello che segue è un post ingrato che nessuno di noi avrebbe mai voluto scrivere. Io stesso volevo rifiutarmi con tutte le forze (sì ok, in passato le ho prese da un frocio, e allora? Ho fatto palestra poi, ho fatto, io!).
Abbiamo urlato, bestemmiato, ammutinato, fatto il gioco del silenzio, il gioco del ti copio, il gioco del non ti parlo più, strega comanda colori, (e poi merenda).
Non c’è nulla da fare, siamo poveri, troppo poveri. L’editore Menzo, dopo aver provato a pagare l’affitto dei locali redazionali con i buoni pasto della mensa, per tre mesi, ha ora mollato.
Questo dunque è un post-appello, un post-elemosina. Da oggi troverete il primo banner pubblicitario sul blog. Sì, sì, è proprio là, alla vostra destra. L’unica, schifosa, azienda che ci permette di ottenere due spicci. Con il cappello sul marciapiede vi chiediamo di cliccare, cliccare, cliccare. A voi non costa nulla, per noi è ossigeno. Con la speranza di continuare a lavorare con amore e costanza e con qualcosa nella panza. Scusate la tripla rima.
Con somma vergogna.
E grazie al clikko.










