Non ci resta che piangere (intitolando vie)
By Menzo
Era talmente latitante che al suo ipotetico rientro da morto avrebbero arrestato pure la bara.

La tomba di Craxi ad Hammamet. Gira voce che sia stata imbottita di banconote e altri preziosi, in onore alla passione che Bettino nutriva per faraoni ed antico Egitto.
Invece, tripudio e trionfo di garofani al decennale dalla morte di Bettino Craxi ad Hammamet, tra proposte di intitolargli vie a Roma e Milano (le mirabolanti idee di Veltroni e Letizia Moratti), gran lacrime e presenze illustri, con fedelissimi (De Michelis, Formica), parenti (Bobo e Stefania Craxi) e ministri (Brunetta, Frattini, Sacconi). Solo il presidente tunisino Ben Alì ha manifestato una sorta di velato dissenso, inviando rose rosse e bianche. Mostrando, forse, solamente la sua simpatia verso altri movimenti, seppur affini.
“Doveva essere una commemorazione silenziosa, senza interventi nè di familiari nè di esponenti politici” – scrive La Repubblica – “e invece la voce degli ex socialisti si è fatta sentire tra gli applausi: Bettino, Bettino, sei il vero socialista”. Non che ad oggi ci sia di meglio, o di peggio (forse), nel partito.
Il bello è che eventi come questo rappresentano la speranza per qualcuno. Speranza di re-innalzare un tale mangiafranchi a tradimento nell’immaginario positivo comune. Come afferma lo stesso Rino Formica sul sito del grande P.S.I: “il ritorno della salma di Craxi in Patria è un atto di giustizia (fanche da vivo lo sarebbe stato, ndr); è uno squillo di riscossa per le disperse ma ancora copiose forze socialiste; è una visione celeste per la sinistra”. Tanta retorica e poca sostanza, con serie di chicane correlate attorno al discorso cardine. Ma perchè bisognerebbe riabilitarlo? Craxi, d’altronde, è quello che sta facendo campare ancora l’Hotel Raphael di rendita, dopo il raccolto. Perchè grazie a lui, i ricchi diventavano più ricchi ancora.
Ad Hammamet non sono mancati comunque attimi di tensione. Tutto per un tizio che, durante applausi, lacrime e parole, ha lanciato un dinaro tunisino (o,50 cents/€) sulla tomba dell’ex leader socialista. Dileguandosi, poi, tra lo sconcerto dei festanti.





