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Uno sfigato maledetto, un maledetto sfigato

By Reno Raines

Una sfolgorante carriera: prima Dylan di Beverly Hills, poi, sempre con lo stesso personaggio, in Vacanze di Natale ’95 con Massimo Boldi e Christian De Sica, ed infine, sempre nei panni (ormai puzzolenti) dello stesso personaggio, nel ruolo della spalla di Krusty il Clown. Cazzo…

Luke Perry fu notato mentre dipingeva le strisce pedonali davanti allo studio di registrazione della serie tv “Beverly Hills 90210”, storie allegre per giovani depressi. A notarlo fu la figlia del produttore Aaron Spelling (che, proprio per omaggiare la figlia Tori, riservò per lei la parte della verginella stupida), la quale lo volle immediatamente nel cast. Di lì in avanti Luke Perry diventerà Dylan McKay, in maniera irreversibile. Dylan è il figaccione della serie, e ha una Porsche nera a cui tiene così tanto che in una puntata, completamente strafatto, piscia dentro il serbatoio. Dylan vive inoltre in una megavilla in legno e stuzzicadenti di proprietà del padre (perennemente in galera per non aver pagato le rate della Porsche), ha una madre che vive nella comunità di Don Mazzi, ha dei problemi con l’alcol e piccoli vizi come crack e anfetamine (come faceva ad essere anche dannato, oltre che “er piacione” del gruppo, sennò?!). Tutti quegli stereotipi che ne fanno “un bono” (chitarra elettrica, il surf alla baia di Santa Monica, una fronte di 20 mq calpestabili).

Dylan è spesso compatito dagli altri, ma lui risponde sempre con frasi tipo: “lasciami in pace; cosa sai tu della mia vita Walsh?; tu che hai tutto… una casa, una famiglia…”. Con robe del genere, Dylan riesce a farsi compatire per nove serie di seguito: quanto è maledetto! E, nonostante tutto, ha tanti amici in questo mondo di merda: Brandon Walsh, un nano chierichetto, sempre con giubbotto di jeans e un ciuffo studiato alla Nasa che lo tira sempre fuori dai casini, così caritatevole che gli concede pure la sorella Brenda. Ma Brenda è simpatica come le briciole dentro il letto, viziata e rompiballe; comunque, fa sempre coppia fissa con Dylan. Fino ad un certo punto. Sì, perché l’amica di lei, Kelly Taylor, che è la più mignotta di tutte, glielo porta via mentre la piccola Walsh è in Erasmus. Poi c’è Donna Martin, che rimane vergine fino all’ottava serie, inventandosi mille balle con lo stoico fidanzato David, fino a che, quando finalmente gliela vuole dare, lui rifiuta con un laconico: “no, grazie, ho smesso”. Infine c’è Steve, lo scemo di turno. Che è veramente inutile e finisce per fare film porno con Brooke Logan di Beautiful.

C’è un personaggio tuttavia che ha un ruolo chiave in tutta la vicenda: Nat Bussicchio. Nat è un sessantenne che gestisce una tavola calda, il “Peach Pit” (il Ponte della Pesca in italiano), unico punto di ritrovo dei nostri eroi. Ma Nat è un sempliciotto e non sa di avere un retrobottega così grande da essere trasformato in una mega-discoteca per gente figa. Tuttavia, è un personaggio dalla doppia faccia: dietro il suo buonismo si nasconde la figura più stronza di tutte: è lui che versa il Jack Daniel’s nella Coca media di Dylan per poi chiedergli 10 dollari.

gen 17th, 2010 | Category: Memorabilia
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