Pout-Berlusconi-pourri a Palazzo Grazioli
By Menzo
Niente escort (forse) ieri a Palazzo Grazioli, ma molti senatori a cena con Berlusconi, che ha dato sfoggio di sè su svariati e attuali argomenti caldi.
1) Berlusconi VS magistratura e sulla propria incolumità personale: “mi dicono che non devo andare in giro, che non devo fare campagna elettorale, che c’è chi mi aspetta all’angolo per farmi fuori. Già nel ’94 tentarono di farmi fuori con le indagini giudiziarie, con gli avvisi di garanzia, poi hanno cercato di rovinare le aziende della mia famiglia, ma non sono riusciti. Ed allora cercano di farmi fuori fisicamente, non è cambiato nulla”. Tra lodi Mondadori, Rete4, Mills, Tartaglia, Mangano e Dell’Utri, Mesiano e tanto altro, risulta chiaro l’accanimento ignobile contro Silvio. E se il souvenir fosse stato un fucile a canna mozzata? E se invece dello stravagante Mesiano (palesemente corrotto da De Benedetti) ci fosse stato un uomo di fiducia scelto appositamente dal Pdl? Non sarebbe andato tutto diversamente? Perchè nessuno applica il “vivi e lascia vivere” senza rompere i coglioni?
2) Berlusconi e la riforma della giustizia: se non si sbriga, il premier sarà nella merda. Ormai accerchiato dalle toghe leniniste, si è sottolineata la necessità di arrivare alla concretezza: “è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Voglio subito la riforma della giustizia e finalmente possiamo farlo”. Ovviamente, tra disoccupazione in ascesa e crisi (anzi no, quella ce la siamo lasciata alle spalle), tra malasanità e disastri, i ritocchini mirati (ad libertatem) sono ben più necessari.
3) Berlusconi e la simpatica ironia: tutto si può dire su Berlusconi, tranne che non faccia ridere. Le sue barzellette risulterebbero sempre vincenti se ci fosse disponibile ogni volta un applausometro alla “La sai l’ultima?”. E così, sulle sue manie di persecuzione in generale (politiche e legali) Berlusconi avrebbe raccontato ai suoi felici commensali un altra delle sue splendide storielle:
Violante mette al corrente D’Alema sulla difficoltà nel riuscire ad uccidere Berlusconi. Ecco la scena: incendio a palazzo Grazioli, Berlusconi sale all’ultimo piano, poi si butta, ma finisce su un tendone e rimbalza (che americanata, ndr) sui fili dell’alta tensione. Siccome ha le scarpe di gomma (ma come!, ndr) non muore e anzi finisce sull’asta di una bandiera turca ma sopravvive ancora (mah…,ndr). E alla fine, cosa avete fatto?, chiede D’Alema. “Abbiamo dovuto abbatterlo”, risponde Violante. (Ma cos’è!?, ndr)
4) Berlusconi e Gianni Letta presidente della Repubblica: il premier ha anche proposto Letta come suo predecessore per il Quirinale. Il merito principale che gli farebbe spettare di diritto il ruolo di capo dello Stato sarebbe la fiducia incondizionata di Letta verso Bertolaso, altro povero perseguitato illustre. Insomma, un uomo tutto d’un pezzo, allineato con i credo e con le politiche di difesa “senza se e senza ma” del centro-destra. Sarebbe perfetto. Le intercettazioni sul capo della Protezione Civile? “Fango, rovinano la vita delle persone”, ha commentato Berlusconi. Quando non conviene, fango sia.
5) Berlusconi senatore a vita: tra Apicella e piano bar, Berlusconi ha poi detto ai divertiti presenti: “sto così bene con voi che mi farò eleggere senatore a vita”. Dejà vu. la carriera di Giulio Andreotti?










