Quasi quasi sono invalido anch’io
By Menzo
Abbiamo il cieco che legge il giornale in posta; poi c’è il paralitico che fa le partite di calcetto con gli amici il mercoledì sera; infine, l’audioleso al concerto di Renato Zero.

Un falso invalido al 99% durante una vacanza. Per la Asl di competenza, il signore fotografato dovrebbe essere privo di arti inferiori e totalmente non vedente.
Emerge periodicamente ormai la truffa dei finti invalidi. Ed evidentemente non sono solo i politici a malgovernare il denaro pubblico. Ci si mettono pure i falsi storpi, i furboni che stanno a casa a godersi in Tv Brachino la mattina e Papi la sera, a crogiolarsi tra gli assegni meno meritati di sempre. Che poi la politica non c’entri è opinabile: c’era qualcuno che prometteva pensioni in cambio di voti. Una volta erano i sacchetti della spesa, poi una cinquantina di euro. Adesso, seguendo la moda del Win For Life, la lotteria da 4.000 euro al mese per 20 anni, si è passati alle pensioni d’invalidità in cambio di una X.
“Il Paese degli assegni di assistenza facili è raccontato da storie rocambolesche che fanno da sfondo alle inchieste giudiziarie e da numeri impressionanti che emergono dalle indagini dell’Inps. Appena si è mosso, l’anno scorso, l’istituto ha constatato subito la dimensione del fenomeno. Ecco l’esito delle prime verifiche: sul campione di 200 mila pratiche controllate poco più del 10 per cento, 22.000, sono state cancellate. Erano intestate a gente in buona salute. Altre 20 mila sono in attesa di esame e definite a rischio. Per il 2010 sono stati disposti centomila nuovi controlli straordinari, restringendo il campo solo ai casi più sospetti: assistiti in giovane età o affetti da patologie dalle quali solitamente si guarisce. Ma c’è una montagna da scalare. Quanti sono davvero oggi i falsi invalidi in Italia? E quanto pesano sui bilanci dello Stato?” (Repubblica.it)
Pesano, sempre secondo l’Inps, circa un miliardo di euro sulle nostre tasche. Siete felici di dare da mangiare al finto monco? E’ un vero e proprio business con catena organizzatissima. Sappiate però che spesso questi magna-magna precludono la pensione a chi ne ha veramente bisogno. Noi, intanto, trascrivendo un’altra volta da Repubblica, cerchiamo di concludere almeno con un mezzo sorriso:
“A Carlentini, nel Siracusano, gli abitanti alla ricerca di un assegno si rivolgevano al dottor Massimo Gramillano, medico con la passione per la politica e guaritore al contrario: aiutava i compaesani a diventare invalidi”.
Una bella padellata in testa, e via. Meglio matti che poveri.
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