La Crusca ha deciso: Prescrizione è sinonimo di Assoluzione
By Menzo
E’ stato il dibattito del momento. Quotidiani come Libero e Il Giornale avevano già capito da tempo, tant’è che ne hanno sfruttato da sempre l’ormai labile differenza. Riguardo i processi, la prescrizione diviene ufficialmente sinonimo di assoluzione, quindi via libera a gran titoloni.
Certo, “Silvio assolto” & affini, o “Vittoria di Berlusconi”, come possiamo leggere nelle prime pagine odierne di codesti organi d’informazione (caso-Mills, prescrizione del reato di corruzione) fa più scena. Mentre testate anacronistiche e poco aggiornate sulle nuove tendenze della lingua italiana, come La Stampa (“Mills, il reato è prescritto”), continuano imperterrite a navigare nell’ignoranza e nell’odio incondizionato. Solo una volta assoluzione (con formula piena o altro) significava processo, prove, studio del caso, difesa, fino alla sentenza finale con relativa e comprovata innocenza. Oppure, il reato poteva esserci stato, passavano gli anni, cadeva in prescrizione per il diritto a processi nelle (in)giuste tempistiche e alla fine si concludeva con un nulla di fatto, anche con belle prove in mano. La tendenza sembrerebbe ormai manifestarsi sempre più spesso. Così come il proscioglimento per mancanza di prove certe o altre strane dinamiche, o la combinazione con la prescrizione, fino ad arrivare a un mix inequivocabile. La traduzione, ormai corretta, è assoluzione. Vittoria. Toghe rosse sconfitte.
La sinonimia è ora più che fondata. E l’Accademia della Crusca non ha più dubbi: “si può usare prescrizione, assoluzione, proscioglimento, è tutto uguale, significa la stessa cosa. Fate come vi pare. Ma ricordate: si scrive po’, non pò”.
Aggiornate i vostri dizionari. E ringraziamo in coro Feltri e Belpietro. Quanto sono avanti.











