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Fotoreportage: La Rassegna Stagna a Legaland. Akia, il lavavetri.

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Cos’è Legaland?

Akia, il lavavetri dell’Africa nera, più nera del buio.

Akia faceva il giocatore di basket a Lego City, prima di avventurarsi a Legaland.
Non c’era alcun motivo apparente per il suo trasferimento, allora, ma oggi Akia ci racconta che

“ero invischiato in un giro di scommesse clandestine. in più, avevo combinato dei casini con la mia ragazza e non mi andava di affrontare tutto questo da solo, dovevo ancora finire il liceo, temevo che la squadra mi si rivoltasse contro e allora l’unica cosa sensata da fare mi è sembrata scappare. mi sbagliavo di grosso”.

Una volta a Legaland, Akia ha capito che non gli sarebbe stato riservato un trattamento diverso rispetto agli altri stranieri del luogo.

“Hanno provato a cacciarmi fuori da qua, ma sono riuscito a rimanere. Non sai quante volte ho tentato di farmi affidare un lavoro vero, o anche solo di entrare in una squadra di basket di qua, ero bravo sai?, ma niente. Prima ancora di vedere me, vedono il mio nome e immaginano la mia provenienza”.

Quando chiediamo ad Akia perchè non torna a Lego City, lui alza le spalle e ci spiega:

“se provo a tornare sicuro mi becca la polizia alla dogana. se scoprono che sono clandestino, come le altre volte che mi hanno trovato, tentano di spedirmi in un centro di quelli temporanei. allora finchè non cambia niente sto qua, mi arrangio e trovo qualche soldo per campare. poi chissà, magari riesco a trovare qualcosa di meglio”.

Akia, 22 anni, mentre tenta di convincere il proprietario di una Spider che il suo vetro è proprio uno schifo.

Le altre storie:

Svetlana, la badante.

Sanam, il pizzaiolo.

Cengiz, il pattumaro.

Janine, la trans.

Pierfrancesco, il brucia-barboni.

Cronache dal corteo del 1° marzo.

mar 1st, 2010 | Category: Satirattualità
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