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Silvio nel Paese delle Porcherie

By Menzo

Come Alice, Silvio. Il suo è un mondo fantastico, popolato da gente seria, onesta, che si spacca il culo, che odia i raccomandati, solidale, aperta e per niente invischiata con il malaffare. Ma qualche Cappellaio Matto cerca di distruggere l’idillio, in continuazione, da mesi.

LA DESTRA - Il leader inconstrastato di questa fiaba chiamata libertà

Ed è così che Silvio, dal suo palchetto Pdl dei sogni, in Lazio, in presenza del bianconiglio Renata Polverini sempre in ritardo, ha messo in guardia tutti: “stanno tentando di fare una grande insopportabile porcheria (questionae listae, ndr)”, perchè “dietro c’è un disegno ben pensato”. Il complotto. Meravigliosa eventualità. Ha continuato poi il leader dei balocchi: “la sinistra e la sua mano giudiziaria non hanno perso il vizio, non ne possiamo più di certi giudici e di certa sinistra, la magistratura sta dettando i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una tangentopoli che non c’è, ora inventandosi questa situazione di rigetto delle nostre liste”. Meglio i giudici che piacciono a lui, qualcosa come uno Stregatto che scompare nei momenti più opportuni. O al limite, scompare direttamente lui in persona. Non andandoci, ai processi. La sinistra, invece, potrebbe benissimo non esistere direttamente, ma quello, d’altronde, sarebbe stato un passo su cui lavorare a breve. Eppure, questa sinistra così contraria a una favola, a un idillio perfetto (stolti!, ndr), spara le sue ultime cartucce. Così che dall’incanto si passi a un porcile. La sinistra, i giudici, inventano. Non sanno più che fare, e la sparano grossa. Si inventano delle regole per cui le liste non possono essere accettate, si inventano addirittura l’esistenza di una Costituzione! Ma che è? Ma quanto sarebbe più libero il Paese senza tale carta straccia? Proprio quello che Silvio fa, quello che dimostra ogni giorno. Si può vivere benissimo senza Costituzione, basta ignorarla.

Poi però, per convincere definitivamente i già infervorati e fantastici abitanti del mondo silviesco, è stato meglio passare agli insulti diretti: “Di Pietro, Bonino, Bersani, è un’amalgama terrificante”, ha affermato con disgusto il premier. “Sabato 20 saremo in piazza per dar una lezione alla sinistra. Se loro ritornassero al potere l’Italia sarebbe meno libera”. Di dire cazzate sicuramente.

LA SINISTRA - Uno dei giudici rossi che tenta da tempo, inutilmente, di incastrare Silvio. Ma non ha argomenti sufficienti. E inoltre, come si può ben vedere, è alquanto stravagante, ricorda Mesiano

mar 12th, 2010 | Category: Satirattualità
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