Per il potere della Social Card
By Menzo
Rispolveriamo un vecchio articolo pubblicato tempo da sul nostro Tumblr, giusto perchè ogni tanto ci pensiamo ancora e niente, o quasi, sembra cambiato rispetto ad allora. Il potente piano anti-crisi da 40 euro mensili per famiglia non ha ottenuto poi tutto questo successo. Almeno in termini economici.
Ricorderete pure la Social Card. Se ne occupò mesi fa un articolo de L’espresso ed è osannata con sorrisetto da Tremonti, quando ogni tanto glielo si chiede ancora. Una ricarichetta mensile dallo Stato e la spesa per un pranzo, il detersivo per piatti e, se ci si vuole rovinare non resistendo allo sfizio, un pacco di patatine sottomarca, è servita. Da un po’ comunque l’opinione pubblica non se ne occupa e i fortunatissimi anziani o coppie con bambini possessori di carta preferiscono tacere, come chi fa 6 al Superenalotto. Perchè possederla è davvero una fortuna: è difficile ottenerla per i 2000 parametri necessari. Ma con perseveranza, si può fare (e adesso pure gli enti locali possono finanziarla!). E addirittura, essendo divenuta uno status symbol segreto, stile lobby, a richiederla c’è anche chi non t’aspetti. Redditi da 60 mila euro l’anno e giù di lì, che quei 40 euro se li sparano in un attimo offrendo un giro agli sbronzoni del baretto.
Circola voce che gruppi di anziani alla ribalta stiano rifiutando in massa le cospicue pensioni, pur di potersene fregiare al supermercato, con annesse invidie della fila per quel luccichìo azzurrino.
La Chiesa dal canto suo, ha colto la palla al balzo. Accanto all’acqua santa, in ogni parrocchia, c’è ora la macchinetta ove poter cedere il credito residuo. Più pratico e immediato dell’8 X 1000. In cambio, un’ostia consacrata in più al momento della comunione. Ma cos’è, si ruba ai ricchi per dare ai poveri?
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