Caro Gilioli, per una volta dissento. Da ottimista.
By Menzo
A me piace l’ottimismo e mi piacciono gli ottimisti. È sempre sbagliato mollare la presa e assumere atteggiamenti rinunciatari. Tuttavia, la riflessione di Alessandro Gilioli sulle regionali lascia un po’ perplessi.
“non c’è niente a cui attaccarsi per forzare in qualche modo i dati elettorali e inventarsi “inversioni di tendenza” che non si sono ancora viste. Il centrosinistra ha perso, punto, fine. Se speravamo che una fetta del Paese si fosse svegliata dal torpore, dalla chiusura in se stessi e dalla rappresentazione di chi promette di guarire anche il cancro, beh, questa speranza è andata delusa.”
Vero. Non c’è nessuna inversione di tendenza, se non nel cammino evolutivo, come sottolinea Spinoza. Il centro-sinistra ha perso dove importava davvero che vincesse. E la fetta del Paese non si è svegliata.
“Allo stesso tempo, però, sarebbe molto sbagliato trarre da questa sconfitta la conclusione dell’irreversibilità del berlusconismo e quindi farsi prendere dalla rassegnazione, dal non c’è nulla da fare siamo un popolo di idioti“.
E invece probabilmente è proprio così. Siamo un popolo di idioti, di male informati volontariamente, di creduloni, di truffaldini, di marpioni e di raccomandati, di scansafatiche e di scaricabarile, di lasciami-in-pace-che-c’è-l’Inter e di palle cadute, di fuorilegge e di bandieruole, di minchioni, un po’ cazzoni e un po’ prostituti, di ipocriti e bugiardi, quelli che la televisione è tutto, quelli delle tasse evase, quelli che non si indignano se non toccati di persona e allora la burocrazia-fa-schifo, quelli che c’è la crisi ma l’iPhone è esaurito il giorno stesso della sua uscita, quelli con il colletto alzato, tamarri e mediocri, presi per il culo all’estero e sbeffeggiati, siamo i pizza-mandolino, mafiosi nell’animo, il guadagno prima di tutto, siamo i forza Berlusconi, quelli che la Costituzione cos’è?, quelli che insultano la magistratura perchè lo dice lui, quelli che vogliono il duce e quelli che, in fondo in fondo, me ne fotto altamente di tutto.
Si dica ciò che si vuole: che serve un vero cambiamento nella classe dirigente del centro-sinistra, le facce nuove, veri programmi, contro i decadenti e gli scheletrici baffetti, i Fassino e i Bersani. Restano parole, ora, nella critica; resterebbero parole in campagna elettorale, perchè le parole, se non pronunciate da Lui con qualche promessa fasulla e assurda (vedi Ici, cancro), non smuovono la massa molle indecisa (lasciamo stare i convinti, amen). Perchè è talmente indecisa che non sono serviti mesi e mesi (o anni e anni, ma limitiamoci al 2009-10) di merda destroide per convincerli che, FORSE, qualcosa di vero nello schifo ci fosse. Facendo aprire loro gli occhietti ripieni di Maria de Filippi, Studio Aperto e Mtv, rendendoli un po’ meno indecisi. Oppure c’è chi è stufo della politica, chi fa l’anarchico (utile!), chi si astiene. Ma hanno ragione, perchè votare, tanto sono tutti uguali. Le parole, allo stato attuale delle cose, non faranno niente di niente contro questi elementi.
Ora come ora, non vedo ottimismo, nè possibilità di cambiamento. Detto da un ottimista che vorrebbe aver detto una marea di stronzate.










