Ma che si festeggia, la ceppa?
By Menzo
Una vacanza nella vacanza forzata. Un giorno di ferie nelle ferie obbligate. Qualcuno ci spieghi di cosa dovremmo gioire ormai il primo di maggio, festa del lavoro, quando la disoccupazione in Italia, per non parlare del precariato, si attesta all’8,8%. Gli studentelli non vanno a scuola, bene. Ma?

FESTONA - Operai festeggiano all'aria aperta sul tetto della propria azienda. Il tipo in canottiera pensa alla carbonella mentre gli altri si godono il concerto nella piazza del paese
La ricorrenza vorrebbe ricordare l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti sia in campo sociale che economico, e le battaglie operaie che si sono svolte per la conquista dell’orario di lavoro quotidiano fissato a otto ore massime (avercelo). Difatti, “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” fu la fortunata frase coniata nel 1855 dai lavoratori australiani, noti cazzari, che ormai bisognerebbe un attimo rivedere nel contenuto:
Per i precari: “quattro ore di supplenze, part-time, o comunque con la scadenza del contratto prossima, due nel traffico, due per far da mangiare ai bambini, otto a inveire contro il governo sui tetti o sperare ingenuamente che Berlusconi regali l’agognata sicurezza, otto, forse, per dormire”.
Per i disoccupati: “sedici ore di ricerca lavoro, tra internet, annunci e agenzie interinali, otto per dormire, neanche si mangia o si accende la luce che sarebbe un lusso”.
Per i leghisti: “otto ore di lavoro, otto di polemiche contro immigrati e poveracci, quattro per dormire, quattro per prepararsi mentalmente e fisicamente a un’altra giornata di lavoro”.
E ora godiamoci per la centroquattresima volta Irene Grandi a Piazza San Giovanni, alè.
Fonte foto: Libre









