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Cristiani per amore

By alice maraviglia

Chi è senza peccato scagli la prima pietra!, Ehm ho fatto una gaffe, vi ho raccontato il finale.

Siamo ad Alessandria nel 391 d.C. e nella nota biblioteca insegna la filosofa Ipazia. Tutti se ne innamorano anche se sono piuttosto digiuni di pensiero. Cristiani e pagani sono belli e riccioloni, ma si odiano tra loro. Naturalmente a farne le spese saranno gli ebrei (film già visto). Ma ritorniamo a Ipazia, per far capire quanto la purezza non sia solo nella mente, all’innamorato Oreste che si dichiara pubblicamente durante le lezioni, a lei che gli regala un fazzoletto con mestruo (antesignano del Tampax), a lui che ne è atterrito. Ma lo schiavo Davo (devoto e rivale), cristianamente lo raccoglie come segno di fede. Ma non finirà come con la Sindone: il continuo promette male e va a finire a sassate.

Ipazia ci fa un figurone, intuisce quello che Keplero sosterrà più di cinque secoli dopo che il cerchio non è perfetto, salvo per la banca Mediolanum che gira intorno a te.

Amenàbar ci fornisce il film più misero della sua piccola ma significativa filmografia, girato nel segno del cerchio (cioè col dolly a piombo) e con molti effetti digitali, cerca la polemica religiosa, ma finisce per non destare alcun interesse. Brutti tempi per i templi, per le biblioteche neanche a parlarne.

Menzione particolare per l’attrice Rachel Weisz. Lei è fregna solo se pensi al quarto secolo a. C.

mag 5th, 2010 | Category: Satirattualità
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