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Una cresta in cielo. Intervista a Marzio Dal Monte, il parà punk (prima parte)

By Menzo

Come un panino con nutella e maionese, oppure un babà al rhum con crema ai carciofi e salmone zuccherato. Il connubio punk-paracadutismo, non dissimile dalle prelibatezze suddette, non è una cosa tanto comune; eppure c’è chi, come Marzio Dal Monte, ne ha fatto uno stile di vita, un’idea creativa.

Lui è un vero (e forse l’unico) Skypunk del mondo. Lanci da 4.000 metri cresta al vento, t-shirt e poco altro, anche a -30 gradi sotto lo zero, rock n’ roll in testa e acrobazie nel sangue. Un soggetto che si discosta totalmente dai nostri amici “Punkomat”, quelli che ti scroccano l’eurino per la birretta in piazza, in attesa di andare a disprezzare il sistema nei villoni di papà, mentre si cena e ci si insulta. Ma svitato uguale, se non di più.

CACCIATORE PUNK DEI CIELI - Marzio pronto al lancio, con una pistola per ammazzare i gabbiani in volo. La grigliata serale di gabbiani è uno dei must dello Skypunker

RS: Marzio, Punk Rock e paracadutismo: dove sta il nesso?

M: Entrambi ti danno una carica pazzesca. Il Punk Rock è energia pura, il paracadutismo anche. Le emozioni che provavo quando ho iniziato a saltare avevano molto in comune con le scariche di adrenalina che mi scorrevano nelle vene durante i miei primi concerti punk, e sia il Punk Rock che il paracadutismo sono veloci, grintosi e completamente folli! Unirli è stata una conseguenza naturale (anche perchè pur essendo un PUNK DOC dal 1991 ormai, sono nato e cresciuto in un contesto aviolancistico, papà paracadutista, cugini paracadutisti).

RS: Ricerchi l’anarchia nei cieli considerato che in terra è utopia?

M: (Ride) no, non ricerco l’anarchia nei cieli, anzi, il paracadutismo è la cosa meno anarchica che ci possa essere: un lancio deve essere adeguatamente programmato e studiato nei minimi dettagli. Perchè il paracadutismo è una disciplina in cui gli errori si pagano cari. Tuttavia quella da me praticata, il “Free Fly”, può essere considerata la più “anarchica” di tutte: consiste nel volare in caduta libera in qualsiasi posizione si voglia: seduti, a testa in giù, di schiena. Nessuna regola se non quelle dettate dal buon senso e dalle basilari norme di sicurezza. Comunque diciamocelo. Il binomio Punk/Anarchia è un po’ abusato. Io ho 32 anni, sono Punk da molto tempo ed anche la mia “mohawk” (cresta, ndr) è maggiorenne. Ho visto tanti ragazzetti farsi la cresta, colorarsi i capelli e dichiararsi “anarchici”, per poi finire a lavorare nell’azienda di papà. Io non sono anarchico, anzi, ma se mi volessi definire tale quanto meno prima mi studierei Proudhon, Bakunin, Stirner, un minimo di storia del movimento operaio internazionale, la Comune di Parigi. Troppo facile colorarsi i capelli e dire “Anarchy in the UK” perchè fa fico!

MEGLIO SUICIDA CHE CON UNA DONNA DA CALMARE - Senza gabbiani in giro sono cazzi amari, niente cena. E la compagna di Marzio è solita tartassarlo se non torna con almeno 5 gabbiani freschi dopo ogni lancio

RS: Semplicemente non avevi un cazzo da fà e ti sei inventato un accostamento improbabile che a nessuno era venuto in mente prima?

M: (Ride) sicuramente l’accostamento che mi sono inventato è qualcosa di inedito e mai visto prima, anche se per me è stato un percorso naturale: sono un punk che ha iniziato un corso di paracadutismo, ha preso prima l’abilitazione, poi continuato gli studi e preso la licenza, ed ho portato nello skydive il mio approccio un po’ punk un pò folle: saltare senza casco, in jeans e t-shirt, in qualsiasi condizione meteo,  quindi esposto a molti più rischi. Ma è a mio avviso anche molto più naturale, ti permette una totale simbiosi con l’elemento aria e la natura. Un po’ come la differenza tra una scopata con il preservativo e fare l’amore con la persona che ami senza protezioni. .E cos’è alla fine il paracadutismo se non fare l’amore con l’aria? Un cazzo da fà direi di no: tengo famiglia come si suol dire, sono un papà punk, o come cantava Mingardi un Papànk: ho due bellissimi figli di 7 e 6 anni, e la mia vita è sempre stata piuttosto piena!

RS: Dalle info del tuo sito: “Il Rock n’ Roll ha sempre avuto a che fare con le tre famose ‘A’, Assi da Giocare, Atteggiamento, Audience. Io ho un Asso nella manica e l’Atteggiamento adatto. Devo solo trovare la terza ‘A’. Quindi anche per un punkabbestia dei cieli esiste il marketing? Offri corsi, lanci in tandem. Devi pagà il mutuo, eh?

M:  (Non ride) chiariamo subito che io i punkabbestia li mangerei a colazione. Anzi li darei da mangiare al mio cane, a me farebbe schifo anche solo avvicinarli. I punkabbestia sono dei barboni zozzi che vivono nel loro vomito, per lo più ubriachi, ricoperti di stracci. E che solitamente hanno in tasca il cellulare ultima generazione pagato dal papà banchiere o imprenditore, da cui inevitabilmente torneranno una volta terminata la loro esperienza adolescenziale (che per alcuni si protrae ben oltre i trenta, con grave danno per la società). Io non sono di sinistra, ma ho molto più rispetto per l’operaio consapevole della sua posizione di ingranaggio all’interno di questo sistema capitalistico che mi cita Marx ed Engels (per quanto non condivida la loro analisi politico/economica), piuttosto che per questi figli di papà male in arnese, che fondamentalmente sono dei fottuti parassiti che giocano a fare gli alternativi ed i rivoluzionari con i soldi di papà. Chiarito questo, ovviamente anche per un Punk esiste il marketing.

Analizziamo la storia del Punk Rock. Può sembrare dissacrante quanto sto per dire, ma il Punk nasce come il parto della mente di due persone professionalmente geniali (Malcolm McLaren e Vivienne Westvood, due stilisti) che, inseritesi in un contesto storico/sociale favorevole (l’Inghilterra, non Regno Unito, si badi) dei tardi anni ’70, hanno dato vita a questo movimento che ha rapidamente fatto breccia in un’intera generazione. Il Marketing esiste ed è sempre esistito, a tutti i livelli. Tutto sta nel convogliarlo verso un qualcosa di positivo. Come dici tu, anch’io ho il mutuo da pagare, 800 € al mese per un appartamento di 90 metri quadri in cui vivo con la mia convivente. Ma se pensassi di poterlo pagare con i corsi ed i lanci tandem sarei fuori di testa (o di cresta come preferisci!). Il profitto dei corsi e dei tandem è praticamente nullo, ci puoi comprare una birra a fine attività al massimo. Io li promuovo perchè sono innamorato di questo sport e mi piacerebbe far provare l’emozione del volo a quante più persone possibili. Ma il mutuo di casa alle fottutissime banche lo pago in altri modi (scrivo ad esempio per una nota rivista salutista… dì te che non ho sdoganato i classici stereotipi del Punk!).
Continua..

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mag 8th, 2010 | Category: Le interviste, Satirattualità
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    Wellaaaaaaaaaaaaaa quanti commenti !!! :) Grazie a tutti per avermi lettooooooooo !!! PUNK ROCK!

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