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Una cresta in cielo. Intervista a Marzio Dal Monte, il parà punk (seconda parte)

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(Continua dalla prima)

RS: Sono usciti servizi giornalistici su di te in riviste quali “For Men Magazine”, “Maxim” o “Fox Uomo”. A Marzio, mica tanto punk-underground! Promozione e mutuo da pagà, dai, sii sincero.

M: (Ride) ti sei dimenticato “Rolling Stone”, “Rocksound”, più altre riviste patinate d’oltremanica! Mai vista una lira (o un euro) per le mie pubblicazioni! Sicuramente sono un personaggio che ha suscitato (e continua a suscitare) un certo interesse mediatico (e cce credo, ndr). Suscitare questo interesse essendo semplicemente me stesso è, ne convengo, un motivo d’orgoglio per me. Alla fine faccio cose mica da tutti! Non sono poi tanti quelli che saltano da un aereo a 30 gradi sotto zero in jeans e t-shirt con una cresta mohawk di 20 cm che funge da baricentro! Promozione senz’altro: promozione per il paracadutismo come sport ma anche, perchè no, per la mia visione degli sport estremi (una visione molto zen, quasi mistica, ma questo è un altro discorso). Mutuo da pagà, magari! Se fosse così non mi vergognerei a dirlo, anzi ne approfitto qui: se c’è qualcuno disposto a pagare (chiedi a Scajola!, ndr), gli porto in caduta libera qualsiasi cosa (anche la moglie, poi in caduta libera la sgancio e la faccio volare giù ooooooooops!). Purtroppo con le rate del mutuo sono sempre in ritardo, soprattutto con la crisi economica in cui inevitabilmente versiamo. crisi economica che da un lato arricchisce i banchieri ed i poteri forti, dall’altro riduce sul lastrico intere famiglie di nostri connazionali e non (basti vedere quello che sta succedendo in Grecia). C’era chi pensava che l’elezione di Obama negli USA avrebbe portato chissà quali cambiamenti, non rendendosi conto che Obama è un fantoccio, niente altro che una strategia di marketing studiata a tavolino dai veri centri di potere quali Bildeberg e Trilateral Commission che avevano bisogno di dare una ripulita d’immagine agli Stati Uniti per poter continuare a bombardare paesi “ostili” a quei panciuti capitalisti che dovevano assicurarsi la pacificazione del Medio Oriente per continuare a sfruttare gli oleodotti locali. Ma vedo che qua sto prendendo una piega che con l’intervista ha poco a che vedere! (Ride). Ok torniamo a parlare di Punk Rock, lanci e figa!

RS: Giusto, anche se le tue teorie sono interessanti. Comunque, indiscrezioni vogliono che tu abbia sostenuto che ti spingi sempre oltre i limiti, per follia e per portare un messaggio ai giovani: un’alternativa allo sballo da alcool e droghe. Addirittura si dice che sei solito atterrare ed organizzare atterraggi di paracadutisti in spiaggia durante gli Happy Hour, per avvicinare i giovani “a questo pazzo fantastico mondo del paracadutismo estremo e toglierli dagli Happy Hour spaccafegati e cervello”. Sei una sorta di straight edge niente fumo, droghe, alcool, sesso occasionale, un po’ vegano un po’ fanfarone? Non è che agli Happy Hour tutti si devastano di eroina e fiumi d’alcool! Anzi, più probabile trovare il fighettino con il suo aperol spritz a gradazione minima.

M: Hai centrato il punto, a tuo modo. Non si tratta qui di demonizzare gli Happy Hour, ma di proporre un’alternativa a quello che è il “divertimentificio”, di offrire un qualcosa di diverso dal divertimento standard che ti offre la società. Anche in questo senso sono un Punk vedi? Non si tratta dell’Happy Hour in sè, ma di quanto ci sta dietro. Alla base l’Happy Hour è un modo “simpatico” per gli esercenti di tirare su due soldi vendendo alcolici ai giovani e giovanissimi. Andando su su per gradi, gli Happy Hour si sono legati al binomio divertimento-sballo tanto caro alla nostra società. Per quanti proclami i nostri politicanti del cazzo possano fare circa l’abuso di alcool e droghe (cosa parlano a fare, loro poi, ndr), lo sballo è funzionale al sistema: tenendo rincoglionite e rincretinite le nuove generazioni, queste anzichè incazzarsi e scendere per le strade, sfogano le loro frustrazioni (perchè non c’è lavoro, per il carovita, per l’alienazione tipica dei giorni nostri) ubriacandosi, impasticcandosi e tirando di coca in discoteca. È un circolo vizioso. L’alcool e le droghe servono ai Poteri Forti per mantenere lo status quo attuale, mantenendo in uno stato di sedazione mentale la parte più dinamica e potenzialmente reattiva della nostra società, rincretinendola con programmi TV spazzatura e nei fine settimana con gli Happy Hour e le partite di pallone.

Questo mi ricorda un po’ la realtà orwelliana quando ai “prolet” (1984, ndr) veniva data la Lotteria, ed al contempo un nemico comune (Goldstein) che periodicamente lanciava razzi nei sobborghi popolari o faceva attentati. Ti ricorda niente? A me sì (anche a noi, ndr). Da qui viene la mia esigenza di offrire qualcosa di alternativo alle nuove generazioni (ricordiamoci che sono un giovane papà anch’io, ed ai miei figli vorrei poter dire di aver dato un piccolo contributo per migliorare questo schifo di mondo). Farlo mediante la mia immagine ed il paracadutismo è senz’altro più immediato di mille proclami. Io sono un uomo d’azione, e porto il mio messaggio nel cuore della questione: atterrando in spiaggia agli Happy Hour, o durante concerti, feste, kermesse giovanili: è un modo per dire ai giovani “ehi, guardate, al mondo esiste anche questa cosa, e se la faccio io, potete farla anche voi!”. Insomma, guardami: sono quanto di più lontano dagli stereotipi classici del paracadutista macho sprezzante del pericolo, eppure ho una licenza ENAC, centinaia di lanci all’attivo, alcuni dei quali veramente estremi; e continuo a spaccarmi le ossa nel pogo dei concerti Punk, anche a 32 anni, con lo stesso entusiasmo dei 16. Ed ogni volta che un ragazzo si avvicina agli Happy Hour, o ai concerti, o alle feste, e mi chiede informazioni, e viene a fare un tandem, ed inizia un corso di paracadutismo. Beh, mi sento felice, perchè so di avere dato il mio piccolo contributo per toglierlo da quel circolo vizioso Happy Hour-discoteche -a letto alle 5 del mattino e la domenica rincoglioniti a riprendersi o allo stadio.

Poi oh, agli Happy Hour vado anch’io ogni tanto, non sono un eremita. Vado al Rock’n'Roll e mi sparo le mie brave birre con i miei amici e facciamo casino. Però ho la maturità per farlo in maniera consapevole, cosa che i ragazzini spesso non hanno. E per il discorso Straight Edge, io sono carnivoro, mi piacciono la carnazza e le grigliate, mi piace la birra e mi piace trombare.  Ma sono pur sempre un atleta e riduco al massimo il consumo di droghe pesanti prima delle gare… ovviamente scherzo, la droga è arma del potere!

RS: Dai, dicci i prossimi eventi in cui ti possiamo vedere scorrazzare in aria! Magari un pensiero a un volo con te lo facciamo, alla faccia di chi ci vuole male. D’altronde, siamo zanzare noi di Rassegna Stagna.

M: (Ride) magari! Allora al momento sono tutto preso dall’organizzazione del Rock’n'Fly Jamboree, il primo evento nella storia del nostro Paese a vedere miscelati 3 mondi che adoro: il rock, il paracadutismo e la scena biker. Sarà una giornata di lanci all’interno di un più ampio contesto ricreativo con un raduno di Harley Davidson, esibizioni di Skateboard, Roller, BMX Free Style, giocolieri, mangiafuoco, tricche ballacche. Il tutto allietato da un DJ Set della madonna ad opera degli amici DJ Ringo e Andrea Rock (Virgin Radio, ndr), durante i campionati italiani di paracadutismo di quest’anno. Sarà l’evento dell’anno e, nel più puro spirito Punk e Do It Yourself, sarà interamente gratuito. Le info sono sullo Space della manifestazione e sul mio sito. Solitamente comunque io salto in Flygang a Molinella, e quando esco vado al Rock’n'Roll di Milano con i miei brothers, la mia seconda famiglia. Là il mercoledì sera mi trovate sicuro! Per il resto, beh… guardate in alto, si sa mai che vi piombi in testa una cresta dal cielo!

mag 9th, 2010 | Category: Le interviste, Satirattualità
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