Impressionante conferma: i vecchi non sono solo dei rincoglioniti!
By Menzo
In una mattinata di fila alle Poste Italiane può succedere davvero di tutto. O meglio, non succede niente, ma è proprio per questo che ogni mossa verbale o altro della gente lì da tre ore può diventare davvero clamorosa. Perchè fondamentalmente le persone in attesa non si conoscono: quindi chi riesce ad attaccare bottone con qualcuno, a rompere il silenzio, automaticamente ha i fari puntati addosso.

VERSO NUOVI DISCORSI - Tre anziani partono per la posta più vicina, affinchè possano istruire le nuove generazioni
In genere i soggetti che sgretolano il ghiaccio con gli sconosciuti sono di due tipologie: il giovane scemo del villaggio, che fa battute tipo “signora con quel numero del biglietto la chiamano domani mattina ahah” ed è là a scrutare ogni minimo sguardo per dire una cazzata, oppure i nonnardi. I vecchi sono un contorno perfetto per le poste: è facile che ti parlino, possono annoiare, ma anche no, e i loro discorsi possono diventare velocemente abbastanza infuocati. Insomma, i vecchi si infervorano alla grande.
Si badi bene, qui non si generalizza. Nel senso, esistono anche le anziane casalinghe di Voghera, piuttosto che i bacucchi nudi e crudi. Tuttavia, qui si parla di quelli che: “ma come, millemila euro pàà casa e non sai chi te àà dati? C’hanno a faccia come er culo!!! (Gran citazione da Cuore, ndr) Poi arriva er matto che je tira er Duomo a questi, e ce credo ma te ce tiro pure er Colosseo!!!”. Oppure di quelli che si rivolgono, saggi, ai ragazzi che aspettano fuori: “attenti, giovani, quando votate sto mascalzone“. E mentre gira i tacchi e va via, codesti giovani ridono, pensando “che matto”. Come ogni volta, perchè quando un vecchio varca la soglia della parola, è automaticamente un vecchiaccio rompicoglioni, un po’ solo un po’ matto. E invece no. Possono spaccare!









