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Se a questo non gliele scrivono, ci tocca starlo a sentire

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Evviva evviva evviva. Squillino le trombe, rullino i tamburi. Si è aperta la nuova legislatura del consiglio regionale lombardo.

PRIMO GIORNO - Renzo Bossi si attesta già all'ultimo banco

E così, emozionato come uno scolaretto – dice lui -, infausto segnale – pensiamo noi -, si è presentato alle porte del Pirellone la Trota, a.k.a. il figlio del Senatùr a.k.a. quel birbone che ha messo su Facebook il gioco respingi il clandestino ovvero il giovane e tenero Renzo Bossi. Che subito, per giustificare il suo esistere – politico eh – ha cominciato a rilasciare dichiarazioni come se gliele chiedessero. Il nostro ha già scelto su quali temi impegnarsi: federalismo, federalismo e federalismo, argomento che, dice lui, in Lombardia è già stato impostato. E fin qua nulla di diverso da un leghista della domenica, o celto, o druido, o responsabile di sezione, o sindaco, o deputato, o senatore, o ministro.

Ma il nostro guardiano del federalismo non si ferma qua, e spiega di voler fare proposte giovani, perchè lui è giovane e vuole occuparsi dei giovani. E magari la sua collega, tal Nicole Minetti, fu igienista dentale del premier, vuole fare proposte a favore delle donne perchè è una donna e vuole occuparsi delle donne.

Ora, il principio per il quale costoro possano essere eleggibili, e dunque grazie ad una maggioranza del popolo italiano pure eletti, solo per il fatto di vivere una condizione naturale all’interno di una società, fa sospettare di uno sciopero dei ghostwriters politici, i quali può darsi si siano stufati di scrivere cose più articolate di queste perchè, evidentemente, saranno pagati a chilo di carta e mica a discorso. L’idea che il giovane e contestato Bossi, bistrattato perchè ci ricorda che dopo la prima generazione ce ne sarà pure una seconda, possa sedere in un consiglio regionale poichè giovane e volenteroso, fa accapponare la pelle ai lettori. Stesso discorso vale per la sua avvenente collega, e per migliaia di altri personaggi della politica, che fanno del solo fatto di esistere il loro programma politico.

Allora per lo stesso pensiero la Carfagna è ministro delle Pari Opportunità perchè il solo fatto di esserlo le permette di dimostrare che esistono, o Brunetta perchè è di Venezia allora può esserne anche il candidato sindaco, o Berlusconi perchè è il padrone d’Italia allora può diventarne il presidente eccetera eccetera. Pensateci, nelle notti di luna piena.

Ora, vabbè che c’è ancora un po’ di vergogna a dire che un discorso di un politico non è proprio tutto tutto farina del suo sacco e che quindi servono professionisti che gliele mettano, le parole in bocca, però, suvvia, dateci la notizia dello sciopero. Non si scandalizzerà nessuno, lo promettiamo. Oppure fate finta che per un errore di sistema tutti gli audio delle interviste ai politici italiani siano stati sostituiti da quattro battute di un Posto al Sole e con questa scusa andate avanti fino a quando le cose non torneranno normali, insomma alla sinistra comunista, ai buchi nel bilancio o alle riforme condivise.

Che così, cari miei, non si può continuare, chè c’è il rischio che poi la gente ci creda.

Fonte foto: Corriere

mag 12th, 2010 | Category: Satirattualità
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