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Quando L’Aquila Biancaneve irrompe tra i nani da giardino

By redazione

Retorica, approssimazione estetica, atto d’accusa. Grandi firme della critica cinematografica e stagisti in erba non ci risparmiano orpelli linguistici per raccontare, per lo più con ammirazione, quale viaggio attende il potenziale spettatore di Draquila, l’Italia che trema.

In un “villaggio” distrutto dal terremoto e la sua gente dal dolore, un ingegnoso nano è alla disperata ricerca di consenso dopo aver usufruito un po’ troppo della virtù meno apparente (almeno secondo De Andrè) insieme a un simpatico sciacallo attualmente indagato per corruzione. Del resto amici, amiche, cari lettori (coma fa notare una delle tante simpatiche osservazioni di Draquila) se chiedessero di organizzare voi la più importante fiera del Grottesco8 (G8) non spendereste per:

fornitura accappatoi e asciugamani 24.420,00 euro

fornitura 45 ciotoline d’argento 22.500,00 euri

fornitura addobbi floreali 64.020,00 peuri

fornitura posaceneri 10.200,00 euros

etc etc (la lista è ancora molto lunga purtroppo)? Niente paroloni, Sabina Guzzanti è una Biancaneve armata di trasparenza, il suo documentario ci seduce con un’ironia tragicomica, ma non ostentata, conducendoci nell’entourage delle “cose nostrane” lasciando così molto più spazio alla voce degli aquilani che alle acrobazie satiriche. Le vittime di questo cataclisma sono le uniche vere protagoniste di un susseguirsi di interviste spezzate solo da raffigurazioni fumettistiche pop alla Andy Warhol che stonano con il modello berlusconiano di televisione amorevolmente inserito in tutte le case dell’asettica new town.

Sotto la luce dei riflettori, tutti automi sorridenti. Meno per le pagine di questo video-diario capace di cogliere le voci di persone come il professore Colapietro (unico abitante rimasto del centro città), il sogno erotico di una signora un po’ confusa dalle leggende sulle prodezze del nano o quella di svariati boicottatori della “dieta del terremotato” (ebbene sì, niente caffè o coca cola, o l’effetto di qualche porcata di Italia Uno potrebbe risultare un tantino fuori luogo). Io comunque ho deciso che chiederò da oggi al mio capo (il direttore Menzo, ndr) un posacenere d’argento e voi?

Fonte foto: Vivacinema

mag 17th, 2010 | Category: Satirattualità
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