Capisci cos’è quella palla luminosa in cielo, con l’iPad!
By gibbs
E’ arrivato. Finalmente, dopo i modelli Creta 1.3, Fenicia 3.4 e Babilonia 6 (purtroppo una grandissimo flop), torna la tavoletta per scrivere e per leggere. Steve Jobs, notissimo archeologo specializzato in storia sumera, è riuscito anche stavolta a riciclare gli usi e costumi delle popolazioni che furono e rivendercele sotto forma di scintillante accessorio high-tech.
Si dice che per ideare le funzionalità dell’iPad Jobs sia stato un mese in Val Camonica a studiare le incisioni rupestri delle community primitive. Lì ha avuto le intuizioni più importanti che l’hanno convinto che vi era bisogno, di nuovo, delle dita e di una tavoletta. Soprattutto, che c’era bisogno dell’iPad.
Certo è che l’iPad influenzerà sensibilmente la vita urbana, inondando le metropolitane e i treni e i bar di primitivi con la loro tavoletta. Si vocifera che un paio di stilisti stiano già pensando alle bisacce in pelle di orso per i tablet, mentre Dolce&Gabbana hanno già abbondantemente provveduto.
Noi di Rassegna Stagna, chè di quattrini non ne abbiamo, saremo lì sulla cima del monte a guardare trastullandoci la barba.











