Vasco in cantiere
By redazione
Che faccia ha il nuovo proletariato? Di italiano medio che passa la domenica negli outlet con la famiglia e al ritorno canta in macchina. Semplice: Vasco Rossi in musica e in prosa, realtà maccheronica priva di spessore ma di una qualche liricità. Analfabetismo di ritorno, ma cuore gonfio di sentimenti. Daniele Luchetti sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda (sonora e visiva) costruendo, sulle note di “anime fragili” di Vasco, il personaggio di Claudio (Elio Germano) operaio di una ditta edile di Roma e indiscusso protagonista di un film (La nostra vita) rivelantosi più come un suo “pedinamento” che completa e sociale raffigurazione del mondo cui fa parte.
Claudio è sposato con Elena (Isabella Ragonese), incinta del terzo bambino e che ha la “fortuna” di avere una famiglia in cui compare il fratellone Raul Bova. Il film ha inizio distruggendo ogni equilibrio, nel momento in cui Elena muore dando alla luce Vasco (e daje…) e lasciando il povero Claudio nella sala d’attesa dell’ospedale solo con la sua maglietta della Roma. Melodramma cacio e pepe. Volete le fave col pecorino, ecco il ritratto di una quotidianità vissuta in cantieri popolati di immigrati dove si lavora esclusivamente in nero e si muore in silenzio. Giornate interminabili quelle del protagonista, alla rincorsa di un benessere materiale per far fronte al dolore e alle molteplici difficoltà che “‘sta vita” comporta.
Simpatica la comparsa di un irriconoscibile Luca Zingaretti amico, consigliere e spacciatore sulla sedia a rotelle, meno quella del resto dei personaggi non sufficientemente indagati in uno sfondo sfocato e poco partecipe proprio perché si era partiti col melodramma e non si può di colpo giocare al neorealismo. Non è il miglior film di Luchetti, ma l’irresistibile bravura di Elio (non ancora cosciente del nostro imminente futuro insieme) e l’esclusione, per una volta, di madri isteriche e complessate alla Margherita Buy nella famiglia del protagonista merita, a mio avviso, in ogni caso la visone. Visione consentita anche ai non estimatori di Vasco Rossi che così possono avere in immagini la grevità grezza dei suoi testi.
Fonte Foto: Vivacinema










