Berlusconi: “E adesso non rompetemi i coglioni”
By Menzo
“Volevamo essere fascistissimi, stiamo riuscendo, diciamo, a essere solo fascistelli”. Sintetizzabili così le affermazioni di Berlusconi riguardo il ddl intercettazioni, ostacolato da “toghe e giornalisti” e per cui “non bisogna perdere più tempo, votandolo senza ulteriori modifiche”. Certo, la blindatura di una leggetta così poco importante è stata solo discussa a palazzo Grazioli, inter ei et escortarum, ed è passata all’unanimità con un solo astenuto. Silvio Berlusconi. Perchè lui è super partes, lo fa solo per il bene del Paese, la gente che non arriva a fine mese preferisce di gran lunga non essere intercettata e togliere strumenti illegittimi alla magistratura comunista, piuttosto che mangiare quel poco che passa il convento, come la pasta e fagioli della sora Pina.

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“C’è stato un lavoro di mediazione all’interno del partito – ha sottolineato ancora il premier – ora non bisogna perdere più tempo”. Ma il testo finale è diverso da quello iniziale, il quale presentava “principi molto più forti”, più castranti, più duceschi. Ma si sa come vanno ’ste cose, e dalle parole di Silvio si carpisce tutta la difficoltà del fare leggi quotidianamente e democraticamente. D’altronde, dice sempre Berlusconi, “pensi a un cavallo e ti ritrovi con un cammello”, magari pure con l’enfisema. E mica si fa così, però. Mai distruggere o tarpare la creatività umana.
Fonte foto: Gigionetworking
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