Rassegna Stagna

Roberto mani di forbice

By gibbs

È che comincia a prendersi sul serio. È che comincia anche a dire cose che gli evitano un ritorno di immagine da rozzo bifolco clavamunito.
È impensabile.
È brutto.
È un mostro.

È Roberto Mani di forbice.

Roberto Mani di Forbice, nella vita precedente un chirurgo maxillo-facciale, doveva essere solo lì per caso, messo a fare il ministro come uno stagista plurilaureato viene messo a fare le fotocopie. Lo tenevano buono perchè quando facevano leggi particolarmente di merda lo tiravano fuori dall’ufficio, e lui correva felice come un bambino a dichiarare alle tivvù che erano delle proprio leggi di merda, e allora l’opposizione tornava a dormicchiare serena sul divano di fronte alla tv e il parlamento poteva continuare tranquillo a legiferare alla cazzo di cane. Da quando aveva indossato quella maglia con la vignetta di Maometto, si era responsabilmente accollato l’immagine del simpatico goliardo della Lega, che prima di lui era toccata pure a Borghezio e Gentilini (amici di scampagnate con maiali piscioni al seguito). Poi loro erano stati promossi.
Con questa legislatura, Roberto era riuscito ad avere il ministero più adatto a lui, il ministero della semplificazione, dove le riunioni erano tutto un fiorire di unisci il puntino e colora con il pennarello magico.

Passava le giornate alla sua scrivania, a ricostruire addizioni e sottrazioni, A+B+C=D, D-I=T, e quando proprio metteva il turbo, tirava una riga su di una parola a caso in una circolare ministeriale e consegnava fiero al messo postino, che consegnava il foglio alla segretaria, che lo faxava in cdm, che lo affiggevano in bacheca in parlamento e che da lì veniva tolto dopo una settimana, insieme con gli inviti alle sagre della bresaola e della polenta da cucchiaio che regolarmente affollano i calendari degli eventi italiani. Anche in parlamento, probabilmente.

E a tutti andava bene così.
Poi un giorno, il cambiamento (che se non fosse leghista diremmo radicale).
Prima di tutto, ordine e pulizia, deve aver faticosamente pensato, e allora svoom, una svampata a tutte le leggi superflue, quelle cadute in disuso.
E poi la rapida conversione in Roberto Mani di Forbice.
Ogni cosa che accade nella malconcia repubblica italiana, subito RMDF interviene per proporre una sforbiciata alle spese: a partire dalla repubblica italiana, che ridurrebbe volentieri a padania e basta, per passare agli stipendi dei parlamentari, poi agli stipendi rai ed infine alla nazionale.
Non male come principio (le riduzioni, eh), ma siccome pur sempre di un mostro che non dovrebbe impicciarsi si tratta, ecco che tutto si trasforma ìn un pasticciaccio brutto all’amatriciana; difatto, si è deciso di ridurre lo stipendio ai parlamentari morti da almeno tre generazioni, o a gruppi di più di 4 persone del PD d’accordo su qualcosa, oppure a chi ne faccia esplicita richiesta, oppure a tutto il partito comunista italiano. Idem devono aver fatto con la rai.
Lo sforbiciatore ha deciso che era ora di dire basta agli stipendi in rai, e zac, il giorno dopo compare un articolone su Saviano che non ha più i soldi per continuare la sua crociata nella televisione pubblica.

Con i calciatori, invece, sono riusciti a stopparlo subito. tutta l’opinione pubblica gli ha berciato di tacere, elogiando il pregiato lavoro di fino di quei venti e rotti inseguitori di pallone.

L’adunata degli arrotini ci fa capire che Roberto si è svegliato da poco e si sta preparando alla battaglia.
Si salvi chi può.

giu 10th, 2010 | Category: Satirattualità
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