Web radio allo S(B)a(R)aglio
By redazione
Il web dà proprio un’opportunità a tutti. Anche a ‘sti quattro scappati di casa palermitani che con quattro spicci raccattati ai semafori in mesi di giocolerie da strada, hanno deciso di dire la loro, dal basso.
Si tratta di BandaRadio, che nasce dalla voglia di “creare un mezzo d’informazione sociale, culturale, politico e musicale totalmente autogestito”. Il mixer è stato reperito direttamente per strada a Napoli, abbandonato accanto un cassonetto bruciato (che fortuna, non era andato a fuoco), le cuffie taccheggiate in qualche magazzino cinese, il dominio acquisito con minacce varie a vari Internet Provider.
L’obiettivo di ‘sti delinquenti di sinistra, forse un po’ anarcoidi, forse un po’ ‘sti cazzi, è di “raccontare e far conoscere progetti attivi sul territorio partendo dall’ambiente palermitano e allargandoci grazie al web su scala globale”, anche per “stimolare il dibattito su tutti gli aspetti delle lotte sociali”. La solita controinformazione antifascista e antirazzista da quattro soldi, un po’ come quella di Rassegna Stagna, che si separa dal mainstream cercando forme di comunicazioni altre. Il problema sono proprio i soggetti coinvolti: scappati di casa, come suddetto, ma anche tossici eroinomani, sbronzoni racimolati nei vari baretti del capoluogo siciliano ed extracomunitari che non conoscono una parola d’italiano. Ascoltarli sarà una meraviglia.
BandaRadio si occupa anche di musica, ovvio, “tramite rubriche e interviste dedicate a gruppi militanti e della scena underground non solo locale per portare avanti una battaglia contro il diritto d’autore imposto dalla multinazionale mafiosa Siae”. Giusto per distinguersi, anche se nel momento in cui scriviamo, su Banda Radio gira una bella canzone di Gianni Celeste.
Ascoltateli, ogni tanto, se proprio non avete una cosa peggiore da fare.
In bocca al lupo agli amici di Banda Radio.










