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SOS L’Aquila, annunciato un nuovo terremoto!

By gigirix

14 mesi dopo la tragedia che colpì l’Abruzzo, L’Aquila chiede aiuto. Tra poco meno di 15 giorni un nuovo terremoto potrebbe abbattersi sulla città “immota manet”. Dal 1° Luglio le tasse che il governo aveva sospeso nell’immediatezza della catastrofe torneranno a gravare su coloro che ostinatamente danno vita ad una città senza rumori.

TRALLALLERO TRALLALLA' - Un commerciante aquilano immortalato mentre va al lavoro come ogni mattina. Come si evince dalla dinamicità della camminata e dalla robustezza delle infrastrutture, L'Aquila è più viva che mai

Per questo la cittadinanza aquilana, quella che dopo essere stata strumentalizzata ha dovuto sfondare i blocchi della polizia e impugnare le carriole per vedere almeno in che stato era ridotto il centro città, ha lanciato un SOS (Sospensione delle tasse – Occupazione – Sostegno all’economia). Ovvero, una manifestazione per scongiurare il “secondo terremoto in pochi mesi, quello economico”. A L’Aquila oggi ci sono 16 mila disoccupati. Alle piccole imprese che hanno avviato i lavori di recupero degli abitati non sono arrivati i fondi per la ricostruzione. Quelli gestiti dalla ditta Bertolaso & Cricca. E per pagare gli stipendi ai propri operai, gli imprenditori hanno dovuto indebitarsi con le banche.

Inoltre, dopo il terremoto solo 300 dei 1000 esercizi presenti in centro hanno riaperto: fuori dalla zona rossa e con affitti più alti. Le 2000 partite iva che portavano alti redditi nell’economia cittadina sono emigrate altrove. Gli unici che possiedono ancora una fonte di reddito sono pensionati e statali. Su questi dal prossimo mese ritornerà la ritenuta fiscale del 23%. Più un’altra ritenuta di pari valore per i mesi del 2010 non pagati. Quindi se uno stipendio era di 2000 euro ora è ridotto a 1080.

È una situazione estenuante. Quelli che da L’Aquila fanno partire la loro protesta sanno che sulla loro città si intravede un cupo destino. Anche se i canali della Propaganda mandano in onda un colossal a colori. Quello che più si avvicina alla realtà è che la ricostruzione è ferma, il tessuto economico al collasso, la città e il territorio rischiano lo spopolamento. Non ci sono i soldi per saldare le spese, non si capisce come saranno distribuite le nuove case. Non si capisce ancora perché le tante case abitabili che avevano bisogno solo di essere messe in sicurezza sono ancora dei ruderi. I paesini intorno al capoluogo abruzzese sono abbandonati a loro stessi. E ci sono ancora 4mila aquilani negli alberghi, a carico dello Stato, senza alcuna prospettiva di rientro. Ma intanto Sorriso di Plastica (che gli venisse un colpo atroce!) si giocherà la storia della ricostruzione di L’Aquila per anni. I Tg di questa protesta non parleranno e le tasse torneranno a fare il loro sporco lavoro. D’altronde, L’Aquila probabilmente era il ritratto della salute, già il 7 aprile 2009 .

Fonte foto: Politicalive

giu 16th, 2010 | Category: Satirattualità
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