Il Berlusconismo è finito. Parola di Bersani (atto XXXIV)
By Menzo
Fa caldo. Il nostro ventilatore è mezzo rotto. Ma siccome vi vogliamo bene, commenteremo per voi pezzi dell’ultima intervista che il segretario del Pd ha rilasciato a L’Unità e le sue riflessioni sulla fine di un’era (dalla prima volta che l’ha detto saranno passati 16 anni, ormai).
SC: Lei dice che questa volta è diverso dal passato, da tutte le volte che avete parlato di berlusconismo al tramonto?
B: “A questo punto è innegabile che siamo al secondo tempo del berlusconismo, una fase in cui il meccanismo populista si scontra con la realtà, con l’incapacità a fare le riforme necessarie e a parlare con sincerità al paese. Questo governo ha dimostrato di non essere in grado di proporre interventi e misure per far fronte alla crisi che abbiano carattere di equità e condivisione. Ha dimostrato di avere in disprezzo le regole democratiche, di volere un Parlamento succube, di pensare di poter attaccare impunemente le istituzioni dello Stato e gli organi costituzionali, di non sopportare la libertà di stampa. E ora siamo arrivati a una fase in cui l’intero impianto tocca un punto critico”. Ok, commentatevelo da voi, c’è caldo.
SC: Di fronte al quale Berlusconi reagisce denunciando il clima “giacobino e giustizialista”: che farà a questo punto il Pd?
B: “Berlusconi può tentare il colpo di coda, tentare una chiamata alle armi contro il nemico, che di volta in volta sono i magistrati, i comunisti, i giacobini, i giustizialisti, con l’idea di farla franca e di sottrarsi alle sue responsabilità e ai suoi fallimenti. Il Pd farà una ferma opposizione, tenendo assieme questione sociale e questione democratica, in modo da poter muovere uno schieramento di opinione molto ampio. E lo farà sia in Parlamento che in giro per l’Italia, attraverso giornate di mobilitazione sui temi della manovra, della legalità e della libertà d’informazione”. Ehm, come sopra.
SC: Berlusconi ha vinto le elezioni, ha fatto notare anche il leader dell’Udc Casini…
B: “Sì, ma ha anche fallito la prova di governo, palesemente, anche se nega l’evidenza”. 39 gradi a Roma, dicono. Anf, anf.
SC: Finché le opposizioni si muoveranno in ordine sparso Berlusconi ha meno da temere, non crede?
B: “Ma infatti adesso dobbiamo anche cominciare ad accorciare le distanze fra le forze dell’opposizione. A questo punto tutte quante devono sentire la responsabilità del momento e non fare la gara a chi va un metro più avanti o più indietro. Tutti dobbiamo sentire la responsabilità di lavorare a un progetto riformatore per l’Italia, perché in tutta questa vicenda il nostro problema principale sarà dare un messaggio positivo al paese, stremato da questa cura berlusconiana”. Rewind. Pronto per la prossima intervista. Che la fine del berlusconismo sia con te, e con il mio spirito. Ciao compagno.
Fonte foto: puta
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