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G.I. Joe contro la crisi mondiale.

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In tempi non sospetti uno squadrone di guerrieri scelti dell’esercito “ammerigano” e un’organizzazione terroristica mondiale, un po’ bolscevica, i Cobra, inventarono la guerra intelligente. Non quelle balle di cui si sono sempre riempiti la bocca i reggenti mondiali per rassicurare il mondo che esistevano gli “obbiettivi sensibili”. Ci si spara, come è risaputo, solo tra gente insensibile.

POVERI PARGOLI - "Oh yeah super yankee, facciamogli il culo a quei bastardi". Quant'era normale per gli occhi di un bambino

Ma come la si spiega questa cosa ad un bambino, che dentro la sua testolina innocente sarebbe indotto a pensare: “ma questo mi piglia per il culo…”?. Facile. Ci si equipaggia, da una parte e dall’altra, con armi micidiali e veicoli supercorazzati, sempre marchiati con la bandiera a stelle e strisce per quelli “ammerigani” e con la faccia di un cobra incazzereccio per, appunto, i Cobra (il collegamento tra le due cose non si intuisce subito in realtà) e li si fa combattere in tutto il mondo, facendo casini ovunque. “Colpa dei Cobra” dicono gli “ammerigani”, “Veramente sono i G.I. Joe che sono illiberali e qualsiasi piano di sabotaggio mondiale è visto come un attacco alla democrazia, non è vero, nun c’avete le prove!”, risponde il Comandante Cobra. Fatto sta che non si fa male mai nessuno, i cattivi sono sempre quelli e i buoni anche, non c’è riciclo, non si investe sui giovani. Ma almeno non si ammazza nessuno, certo, si fa esplodere ogni tanto un palazzo o una diga, ma tutti alla fine tornano a casa. E questo un bambino lo apprezza, non dovrà mai seppellire (e ricomprare) nessun bambolotto caduto in battaglia (ma anzi ne acquisterà sempre di nuovi per rinfoltire il suo esercito!) ed inizierà ad apprezzare le missioni di pace.

G.I. Joe è una linea di giocattoli, fumetti, cartoni animati, copri-water e trapunte di proprietà della Hasbro. Non tutti sanno che all’inizio G.I. Joe era il nome di un soldato che aveva i coglioni che gli fumavano parecchio, nonché un veterano di guerra, padre di Big Jim e nonno di Action Man. Il personaggio era il protagonista di una striscia di fumetti distribuita tra le truppe di soldati “ammerigani” della seconda guerra mondiale, ma era anche il meno adatto alla masturbazione. Il nome deriva da “government issue”, ovvero “roba del governo”, riferita alla scritta riportata su ogni equipaggiamento militare “ammerigano” e dal nome “Joe”, riferito probabilmente a Joe. Siccome il bambolotto era destinato probabilmente ad un pubblico maschile, o diversamente femminuccia, fu eliminato il termine doll (troppo accostabile alla Barbie, la concorrenza per la Hasbro) e fu coniato il termine action figure, molto più virile. Negli anni ’60 la linea si ampliò con l’aggiunta di personaggi politically correct, come un G.I. Joe nero e un personaggio di sesso femminile, un’infermierina (fatta fuori subito poiché destabilizzava la vita sessuale della truppa). Nel ’78 la rivoluzione, la crisi mondiale del petrolio obbligarono la Hasbro a ridurre le dimensioni dei personaggi e renderli snodabili grazie ad un famoso anello di gomma che univa il torace alle gambe. Un’invenzione straordinaria che cambiò il mondo del giocattolo per sempre: l’unico problema era che la resistenza dell’anello di gomma aveva una scadenza molto breve, per cui obbligava i pazienti genitori a sostituirlo con un normalissimo elastico giallo che li rendeva goffamente a-vertebrati (con sommo disappunto dei bambini).

È importante ricordare l’eterogeneità di un gruppo organizzato come quello dei Cobra: non c’era un credo da difendere, un odio politico verso qualcuno, un pregiudizio razziale da perseguire. L’importante era fare del casino in giro per il mondo, lo stesso obbiettivo di un turista italiano all’estero, inoltre. Nelle file dei Cobra c’era spazio per tutti, senza distinzione di età, sesso, religione, bastava solo avere intenti criminali durante tutto l’arco della giornata: il Comandante Cobra, un massone con manie di grandezza, ad esempio, non alzava mai la tavoletta del cesso la mattina, c’era poi il trafficante d’armi scozzese Destro, un fan dei Devo che amava dipingersi il volto con il colore argentato ed era solito a tagliarsi le unghie dei piedi sul tavolo della cucina. Ancora, Zartan, un fan dei Kiss della prima ora che aveva il vizietto di travestirsi di tanto in tanto, era solito scorrazzare con la sua gang di motociclisti australiani, i Drednoks, fermandosi in tutti gli autogrill, consumare birra e Rustichelli e fuggire senza pagare. Gente insomma abituata a delinquere alla luce del sole, senza vergogna, mica come certa gente, che delinque ma sempre con un’aura d’innocenza esterna a mò di croccante panatura. Ah, poi l’anno scorso hanno fatto pure un film sui G.I. Joe. Ma fondamentalmente, chissenefrega.

lug 29th, 2010 | Category: Memorabilia
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