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Roma è (un) capitale! (malgestito)

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Approfitto della moda del momento. Elenco dei soprusi che i romani hanno subito negli ultimi anni:

- Otto anni del tandem antisesso e antigoverno Rutelli – Palombelli, con annesse buche e invasione coatta di strisce blu;

MOLTI NEMICI MOLTA PAJATA - "Fui dedito al saluto romano, ora penso solo che il pecorino vince sul parmigiano"

- Sette successivi anni di Veltroni, anni di festival e grandi eventi, ma una città non è solo una festa;

- Avere la sfiga di essere, oltre la capitale, il capoluogo del Lazio, e qui si potrebbe citare uno scandalo per ogni governatore (l’unico scandalo Polverini, per adesso, è il fatto stesso che lei sia governatore. Ma si darà da fare, ci potete scommettere);

- Aver l’ancor più grande sfiga di condividere il territorio, e i monumenti, e le bellezze, con il più grande cancro della storia, la Chiesa Cattolica (e qui pure potremmo approfondire per ore).

L’elenco potrebbe durare a lungo, ma so che non ne potete più di ascoltarne o leggerne. Arriviamo solo all’ultimo punto, al presente: l’amato sindaco AleDanno. Tralasciando il piccolo particolare che è il primo postfascista (il post poi è un vezzeggiativo) a sedere al Campidoglio, i romani speravano in un’amministrazione non dico buona, ma almeno concreta (in fondo, così aveva vinto le elezioni: concretezza e terrore per i cittadini. Ricordate che verso aprile 2008 a Roma di notte c’erano solo rumenidemmerda che stupravano e basta? Strano periodo quello, ora non è così. Le trasmigrazioni stagionali degli stupratori rumeni, che addirittura muoiono violentemente per mano italiana, vedi Anagnina). Eccoli soddisfatti: sgomberati i campi Rom e cacciati a virili calci in culo gli zingari! No, cazzo, Gianni riprovaci: ok, una bella polentata in piazza con Bossi! No no, non ci siamo proprio. E se ci dicesse che finalmente Roma, grazie a un decreto del buongoverno Berlusca, è capitale? Ah, lo è da centoquarant’anni? Non c’era bisogno di scriverlo sui cespugli di Piazza Venezia, di farci una festa in piazza con la grande coppia Gegia e Pino Insegno? Allora qui ci si gioca il tutto per tutto, chiedono una città concreta e una giunta pratica, eccola la mossa giusta: finalmente all’Eur correrà la Formula uno! Gioite popolo, il gran circo finalmente si fermerà da noi, siete contenti?

Le prime reazioni parlano di caroselli delle famiglie Caltagirone e Fuksas, per il resto c’è la classica indifferenza romana. Solo alcune domande sorgono spontanee ai cittadini: le sospensioni delle Ferrari reggeranno l’urto dei tombini capitolini? E soprattutto, Alonso ai pit stop le pagherà le strisce blu della Palombelli?

La concretezza insomma, latita nella città eterna. L’unico aiuto reale ai bisognosi è stato l’incontro della Polverini con il bisognoso Franco Califano, che non riusciva ad arrivare alla fine del mese, poverino. Pare che si sia presentato in Regione con una biondona che ha preferito non essere identificata. Forse il Califfo le doveva dei soldi.

Ma in fondo, cosa ti può chiedere una città del genere? Di amore ce ne ha e ha avuto abbastanza, ognuno ha lasciato uno spicchio di cuore sui sanpietrini. Di promesse anche, cazzo è la capitale d’Italia, se non ne ha sentite lei chi altro. Anche le grandi opere puoi tenertele, il Colosseo è permaloso, giù si è indignato troppo con quell’Auditorium di Renzo Piano! Solo una cosa le urge: cura. Non ce la fa più ad essere maltrattata dal primo barbaro che passa, venduta allo sceicco di turno, violentata dal palazzinaro del giorno. E chi ha l’onore di governarla deve solo affacciarsi da quel balcone che occupa nel momento in cui diventa sindaco, e capire con chi ha a che fare.

Prima che ci muoia fra le braccia, curatene AleDanno.

Nota del direttore: visto che si parla di Roma, comprateci una casa a nostra insaputa, va bene anche vista Tor Bella Monaca, il Colosseo sarebbe troppo e non siamo così esigenti, grazie, grazie, grazie.

Fonte foto: malatemporacurrunt

nov 20th, 2010 | Category: Satirattualità
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