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Il Foglio quotidiano. Eppur così schifo non fa

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Sarò sincero: tra i giornali tendenzialmente conservatori o di centro-destra Il Foglio è quello che apprezzo di più. Inutile soffermarci tanto sui blasonati Il Giornale o Libero, cioè, sono scontati nelle loro robe distorsive. Scontati  come i loro direttori, che quando parlano mica mi disgustano, anzi, hanno l’effetto Emilio Fede. E mi spasso nel vedere la gente a spasso (cit.).

STRANA ATTRAZIONE - È tutta colpa di Vincino

Il problema del Foglio, che mi mette davvero in difficoltà, è la sua particolarità: niente foto, testo fitto, il lunedì una bella raccolta di articoli presi dalla settimana degli altri quotidiani/settimanali. Chiaro, ci si trova la troiata catto-conservatrice-post reazionaria, ma ci si trovano, per quel poco che c’è, anche diversi punti di vista. E poi ci sono i disegni di Vincino, ben incastonati tra le parole, che nella sua pazzia e scomposizione cerebrale (in senso più che buono) è comunque uno che sa il fatto suo. D’altronde me lo disse lui stesso, quando noi di Rassegna Stagna lo intervistammo al Festival del Giornalismo di Perugia 2010, che Ferrara è un direttore che “lascia davvero liberi di esprimersi”. Io, com’è normale, ero partito subito con una sacrosanta domanda. “Come fai a collaborare con loro”?  E quella fu la sua risposta. Che assecondino solo il matto che è?

Poi, è ovvio, per ora il direttore elefante ha un po’ calcato la mano, come succede spesso a frequenza quasi prestabilita. Adesso sembra pappa e ciccia, nuovamente, con Berlusconi, e sta dando al suo “estremismo” episcopale e civile quel non so che di rompicoglioni. D’altronde, è lui che scrive cose così (il resto dell’editoriale è a pagamento, se fate una donazione pecuniaria a Rassegna Stagna, ci abboniamo):

“Era inevitabile: neopuritani e islamici, ché di questo è fatta l’ideologia radicale del disprezzo verso l’Italia di Berlusconi, dovevano prima o poi attaccare il diritto di ridere e di sorridere. Lunedì un Ezio Mauro immusonito, molto piemontese, molto Giornalista collettivo, nel corso della riunione di redazione di Repubblica, trattava l’autoironia del Cav. come “un’arma di distrazione di massa”.

Come se il disprezzo verso Berlusconi fosse dettato solo da chi è indignato delle sue superscopate con le puttanelle piuttosto che dagli anti-cattolici. Ma a parte che Il Berlusca è stato bacchettato ampiamente pure dal Vaticano, è inutile elencare qui, per la trecentomilionesima volta e nel quattrocentomilionesimo sito i motivi per cui Silvio Berlusconi mi fa cagare.  A parte questo, è Ferrara, su. Cosa ci si aspetta? Anti-abortista ex Pci mangione e intellettualoide filosofeggiantemente saccentone. Per me, preferibile a Belpietro.

Da quel poco che si trova sul web, sembra anche che all’interno della redazione via sia molta eterogeneità politica: dai radicali, ai vecchi forzaitalioti a rifondazione comunista (mah). Segno forse, che si è davvero in presenza di un giornale sicuramente strano. Ma probabilmente sono io che non ci ho capito un cazzo. Come Giuliano Ferrara?

apr 7th, 2011 | Category: Gli editoriali del direttore
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