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“Berlusconi? Lo difendo io”. L’avvocato Martellone si schiera

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Cari lettori, con questa lettera mi trovo a rispondere a tante domande, da voi poste, che riguardano il processo nei confronti del nostro Presidente del Consiglio per concussione e prostituzione minorile.

Parlare di questo argomento  è stata una scelta difficile, vista la mia nuova vece di consulente legale del premier nel processo a Milano,  ma ha vinto la mia voglia di rendervi (come sempre) partecipi nella battaglia per la ricerca della giustizia.

DISTRATTAMENTE IRRESPONSABILE - Nella foto, l'avvocato Martellone il 6 aprile. A causa di una sbronza si è presentato in ritardo non sapendo che il processo è stato rinviato. Immediata la reazione di Niccolò Ghedini: "a che ci serve questo idiota"?

Prima di tutto in questi giorni cambieremo strategia difensiva. Infatti ho scoperto nuove sconcertanti prove che porterebbero alla piena assoluzione del mio cliente. Quindi verrà abbandonata la tattica seguita fino ad ora dai miei colleghi, diretta a spostare all’infinito le udienze, di mettere vistosi cerotti a caso sul volto del mio assistito per cercare di suscitare la pietà della pubblica opinione  e di pagare improbabili fan pensionati, con la promessa di nuove protesi dentali, per protestare  fuori dal tribunale.

La chiave di volta consiste nel Disegno di legge “Misure contro la prostituzione” , proposto dai ministri per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, della Giustizia, Angelino Alfano, e dell’Interno, Roberto Maroni, e approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 settembre 2008,  con riferimento alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la Protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali.

Da questo disegno di legge sono iniziate le strategie per incastrare e ricattare i singoli ministri ed in particolare il premier. L’ art. 1 di questa roba qua introduce il reato di esercizio della prostituzione in luoghi pubblici e la stessa pena (arresto da 5 a 15 giorni e ammenda da 200,00 a 3000,00 euro) e soggiace chi si avvale delle prestazioni sessuali o chi le contratta.

Quindi sarebbe agevole capire chi c’è dietro queste macchinazioni diaboliche per mettere in scacco il premier: ovvio, i magistrati puttanieri.

Infatti questi,  trovandosi costretti ad applicare una norma che gli avrebbe impedito di saziare i loro perversi intenti, hanno minacciato e ricattato il premier per costringerlo a ritirare suddetto disegno di legge, ma l’incorruttibile Presidente è andato avanti aiutando tutte le povere ragazze sulla via della prostituzione per toglierle dalle grinfie di certi Magistrati.

Dunque dal settembre 2008  la rete di ricatti era così semplicemente costruita: i magistrati (in particolare i PM) inviavano le foto di donne che dovevano essere reclutate per le loro festicciole in procura agli imputati Emilio Fede e Lele Mora minacciando di aprire indagini e processi se non avessero eseguito.

Questi, non cedendo a tale perfidia, immediatamente contattavano il premier che eroicamente pagava di tasca sua, senza trarne nessun tornaconto di qualsiasi genere, il prezzo della prestazione (al premier piace chiamarlo:’’ il prezzo della libertà’’) che queste potenziali prostitute avrebbero dovuto consumare con i magistrati, salvandole così dalla mercificazione della carne.

Solo quando il premier, per contrastare questa situazione ormai inaccettabile, ha minacciato di riproporre il disegno di legge del 2008 è partita la vendetta dei magistrati che nuovamente lo hanno colpito. Nonostante tutto il lavoro che deve svolgere per l’Italia in questo periodo di crisi mondiale.

Per ogni curiosità legale, per stravincere una causa o per una semplice bevuta, contatta l'avvocato su rassegnastagna@gmail.com. Nella foto, Martellone contento di poter spiegare a tutti le sue tesi, prima che si accorgesse del rinvio del processo

apr 8th, 2011 | Category: Satirattualità
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