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Macedonia Dixit: la Società dei Rosiconi

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Ci sono uomini che quando rosicano lo trasmettono con l’aura. Con la sola presenza, che diventa mesta tutto ad’un tratto. Tirano dentro il paradosso e il vento dei nemici. Facendo a loro volta il rumore dei propri idoli e committenti. L’importanza della realtà quotidiana, dei disagi e delle perfidie, che hanno sempre negato, gli compare in faccia. Nelle rughe, nello sguardo smarrito. Come Fede che ci ha messo 4 minuti di telegiornale per dire come stavano andando le proiezioni: “Di dato finale non c’è nulla”.

I politici che rosicano stanno zitti, i legionari invece devono scendere in campo ad ogni costo, anche quando il cerone non nasconde il colorito giallognolo. Immaginate Bocchino e Fini, non se li è cagati nessuno, nè elettori, nè commentatori. Caso esemplare: a Latina la lista congiunta di Antonio Pennacchi e Futuro e Libertà ha ottenuto lo 0,69 per cento dei voti. Il candidato sindaco per Il Terzo Polo è andato appena sopra l’1 per cento. Pure Silvio tace, si nasconde e scopa per tenersi occupata la mente. Non pervenuto. Probabilmente cerca di non pensarci, ma alle comunali di Milano del 2006 aveva raggiunto le 52.577 preferenze, in queste 27.972.

Tremonti faceva prove di leghismo a Bologna, prendendo per il culo Merola e quelli che vengono da fuori Bologna. Ha vinto Merola, quello che non sapeva nemmeno che il Bologna è in serie A. Contemporaneamente la lega di Calderoli giocava a Gallarate, il suo “laboratorio politico”, candidandosi da sola contro centrodestra e centrosinistra e portando a fare campagna elettorale Bossi, Maroni, Calderoli stesso, Cota e Zaia. A Gallarate si farà il ballottaggio ma senza il candidato della Lega, sconfitto al primo turno.

CRONCH CRONCH - Un evidente caso di rosiconaggio all'interno della sede milanese della Lega (notare il verde imperante sulle pareti di materiale indefinito) . Ma nasce il caso: "chi è quell'ispanico catturato dai fotografi"? Il carroccio tace anche su questo. L'unica cosa sicura è che rosica da morire pure lui

Moratti (s.vergogna) dopo aver preso una traversa sulla testa, ha dichiarato: “Segnale molto forte, ma il ballottaggio è fase nuova, dobbiamo tornare a parlare delle cose concrete”. Come l’Expo? La Santanchè l’avevano a fare il giro delle tv, da Sky a Rete 4, per dire che vincere al primo turno era “difficile”. Mentre la Gelmini (4,5) usa la perifrastica passiva “Il ballottaggio lo ritenevamo abbastanza probabile”.
Da Cruciani Davide Boni (7), presidente leghista del consiglio regionale della Lombardia, usa una metafora calcistica per descrivere quanto si sta prospettando a Milano: “Per noi è come aver perso col Barcellona all’andata per 2 a 0, aspettiamo di rifarci al ritorno”. Però poi gli sfugge che Mourinho al ritorno non è andato oltre l’1-1.

La palma di Super cazzata, a Romano Prodi (solo.vaccate), passato a fare la voce fuori luogo del Pd: “Si può dire che ha vinto l’Ulivo…”. Mentre il cazzettino Renzi (3) prende l’oscar per la più sottile presa in giro, “Bersani rafforzato “. “Noi non siamo né a destra, né a sinistra, siamo già andati oltre!”, sottolinea Grillo (6 ai suoi ragazzi). Per gli amanti del partito delle tessere, Bersani (6,5) fa una dedica: “Il Pd non gode di buona stampa, Qui sembra che ci siano dei perdenti ma non dei vincitori”. “Dove è finita la Lega di una volta? non siamo spocchiosi e riconosciamo il suo carattere popolare e il fatto che combattiamo sullo stesso terreno che non mi sembra quello del miliardario”. Non è Calderoli, è sempre Bersani (2,5).

I legionari : “Non esiste una questione settentrionale, ma un problema Milano”. Ignazio La Russa (5). “Con questi risultati si rafforza la richiesta di far evolvere il Pdl”. Gianni Alemanno (6) dice il camerata; idem, Salvini “noi al ballottaggio daremo il 101%” aka “molti elettori verdi se ne sono stati a casa”.
Dulcis in fundo : “Avete presente i leader della sinistra sempre arrabbiati…” la legge del contrappasso di Silvio, nella notte dei lunghi coltelli. Quelli sparati dagli occhi di Ferrara da Vespa, che si muove come un tricheco tra mille pinguini. Nascondendo la voglia di azzannare e fare una strage. Prendendo Lupi per la gola quando dice una delle sue cagate. Infatti arriva la velina e si cambia linea: “Beato chi ci crede, al ritorno vinciamo noi…”.

Fonte foto: piccoloborgofutbolclab

mag 18th, 2011 | Category: Satirattualità
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