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Don Seppia e piselli

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Sappiamo che i nostri lettori sono fini gourmet, dunque proponiamo una variante della celebre ricetta laziale. Per cominciare, procuratevi gli ingredienti:

- 70 kg di don Seppia, possibilmente fresco di giornata e non ancora condannato (controllate sempre la pupilla per essere sicuri)

DE SEPPIBUS - Una simpatica riproduzione del piatto che vi farà leccare... i baffi, che avevate capito. Provatelo anche in bianco! Concedendovi un'estrosa pippata durante la cottura

- qualche confezione di pisellini finissimi, anche questi non surgelati e non troppo invecchiati (età compresa tra i  5 e i 17)

- cipolla rossa, quella che quando la tagli ti fa l’acquetta viola quaresima

- passata di pomodoro, rossa come il sangue

- un po’ di vino bianco da cerimonia

-olio consacrato

-pepe a volontà

- sale q.b., possibilmente proveniente dai cartelli colombiani di trafficanti di droga

Ora, una cosa importante: questa ricetta, avendo una sua tradizione, vuole posti e condizioni atmosferiche adatte per la sua riuscita ottimale. Perciò cercate sempre luoghi che possano avere un retrogusto di incenso nell’aria, per conferire al piatto una sua dimensione esoterica. Non vi diciamo certo di scaldare una pignatta in Vaticano, ma anche la sagrestia della vostra parrocchia potrebbe andare bene. Fatto? bene. Passiamo alla base: sminuzzate la cipolla cercando di non piangere sul latte versato, e buttatela nell’olio consacrato finchè essa non frigge come un’anima empia all’inferno. Riversate la passata di pummarola nella casseruola, approntando allo stesso tempo un paio di strisce di sale da gettare nel preparato. Lasciate un po’ andare, e poi aggiungete i pisellini, promettendo ad uno ad uno un posto nella Valle degli Orti, o almeno una cinquantina di euro per la loro pazienza. Se non ce la fate voi, mandate un ex-seminarista e promettente croupier a farlo al posto vostro. Fatto? Ora viene il difficile: prendete don Seppia, e con un paio di guanti di lattice particolarmente spessi fatelo a pezzi usando qualsiasi strumento la vostra fantasia vi suggerisca: lasciatevi andare, dalle cesoie da giardino alla lima per unghie, dal ceppo dei miracle blade alle forbici per sfoltire i capelli. Una volta ottenuti dei pezzi soddisfacenti buttatelo dentro la casseruola, facendo attenzione che don Seppia non si avvinghi ai pisellini: mescolate spesso. Controllate la cottura di quando in quando. Poi, una volta ottenuto il don Seppia con piselli, lasciatelo riposare un attimo. Poi, per quanto ci riguarda, potete anche gettarlo nel cesso e chiamare una pizza.

mag 21st, 2011 | Category: Satirattualità
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    da un punto di vista culinario assume comunque una dimensione scabrosa. ben fatto.