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Un caffè con la ‘Ndrina

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Che politici e uomini di malaffare prendessero il caffè insieme è più di un sospetto, per la stragrande maggioranza degli italiani è un compromesso su cui si fonda la Repubblica.
Ieri è stato messo sotto sequestro il “Caffè Chigi”, bar ristorante situato in Piazza Colonna sotto gli uffici del Parlamento. Il Caffè Chigi apparteneva ai Gallico, ‘ndrina di Palmi cui sono stati sequestrati nei giorni scorsi beni per 20milioni di euro, custoditi in 18 società, investiti in immobili, yacht, ville e appunto nel caffè dei parlamentari. Vista la posizione del bar, la maggior parte della clientela del locale era formata dalle forze dell’ordine che lavorano nella sede della Presidenza del Consiglio, nonché da ministri e sottosegretari.

A CHE BELLO O' CAFÈ - Pure a Roma o sanno fà

Non sorprendetevi se pezzi interi del patrimonio immobiliare della Capitale sono di proprietà delle famiglie calabresi. È così da Milano in giù. Cosa nostra, Ndrangheta e Camorra Organizzata sono le prime industrie del paese e detengono un terzo della ricchezza nazionale. Diventa ovvio che chi lavora negli uffici del Potere abbia bisogno di rapportarsi con chi detiene ricchezza e iniziativa. E prendere un caffè è il modo migliore per irridere i controlli. Immaginatevi che un boss voglia conferire con un uomo di Montecitorio: non ha bisogno di pizzini o telefonate scomode, basta che si presenti a Roma, entri nel suo ristorante e inviti il personaggio a raggiungerlo nella sua sala privata, nascosta anche alla pianta dell’edificio, così da offrirgli cornetto, cappuccino o caffè. Gradisce un cordiale onorevole?

Ascoltando la notizia alla radio sono esploso in un risata isterica. Stupidità. Consapevolezza sadica di vivere nel segno del compromesso con questo mondo. O forse solo chi è nato da questa parte d’Italia, al Sud, può capire cosa sia la connivenza con il malvivente. Voi che abitate al di là dell’equatore nazionale potete riflettere sul fatto che il capitano della Nazionale Campione del Mondo (Cannavaro Fabio) stia villeggiando con un boss della Camorra (Lo Russo jr) e che la loro catena di ristoranti “Regina Margherita” (diffusa in tutta Italia grazie alla presenza a Napoli, Salerno, Caserta, Bologna, Genova e Torino di numerosi ristoranti, pizzerie e trattorie) sia stata sequestrata dalla Dda di Napoli. La bandiera d’Italia che vive a braccetto con le feccia nazionale.

Fonte foto: l’unità

lug 6th, 2011 | Category: Satirattualità
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