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Così si salvò Manny Mc Banana

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Era una giornata torrida d’agosto, dopo una serie di fallimenti, leit motiv della mia tristissima vita, mi ripresentai più abbrutito di un ratto dinanzi coloro che mi avevano liquidato con poche, semplici e violente parole: “Non c’è più niente, ce ne dobbiamo andare”, loro erano rimasti al loro posto.

Non io, io sono tornato, 40 gradi, completo spezzato, pantaloni rossi e giacca di tweed, lana! Nonostante l’aria rovente era una questione di vita, necessità, virtù…la crescita rigogliosa di muschi e funghi dei quali mi nutro in tempi di magra.

Sbrigai di corsa le mie cose, non ressi oltre il peso della giornata; “mi serve una scappatoia”, pensai. Mi avvicinai al primo deficiente che mi si parò davanti, una montagnola di lardo ben strutturata, mi avrebbe potuto uccidere facilmente con una lieve pressione del pollice e dell’indice sul mio insulso collo, eliminai quel tetro pensiero, gonfiai d’aria le branchie: “Scappo, devo andare a prendere i pannoloni per papà…”. Non dissi altro, mi dileguai…

 

MANNY MC BANANA - "Mi muovo ai bordi dell'umanità, mi faccio schifo da solo"

Fonte Foto: WordPress.com

ago 8th, 2011 | Category: Satirattualità
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