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Il bestio del Montefeltro

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E’ con immenso piacere che posso finalmente rendere pubblici i risultati delle ricerche che mi hanno assorbito totalmente negli ultimi mesi; ricerche che, senza esagerare, sconvolgeranno le teorie evoluzionistiche fino ora comunemente riconosciute.

ROAR - Un primo piano del bestio. Il nostro fotografo ha rischiato la pelle, ma in realtà l'ha prima sedato con una generosa dose di figa su youporn

Non è Lucy (l’Australopithecus afarensis rinvenuto nel 1973 in Etiopia) l’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia, ma bensì, un mammifero leggendario ma semisconosciuto. Quasi tutti conoscono creature vere o presunte quali lo Jeti o il Big Foot; in pochi sono a conoscenza dell’esistenza di un cugino europeo: il Bestio del Montefeltro.

Ma andiamo per gradi; 4 mesi fa, dopo aver costituito una squadra composta dalle menti scientifiche più eccelse dell’italico stivale; ovvero Roberto Giacobbo e parte della preparatissima troupe di “Voyager”, Alessandro Cecchi Paone, Daniele Bossari e Raz Degan (direttamente inviati dalla squadra di “Mistero”, programma che stimo tantissimo) ci siamo diretti sulle tracce della fantomatica creatura imbattendoci nella scoperta del secolo. Dopo settimane di appostamenti ai piedi del Parco naturale “Le Cesane”, in località di Urbino, dopo aver udito per notti intere versi raccapriccianti, trovato orme deformi ed escrementi inauditamente grandi, finalmente l’incontro: era proprio lì, davanti a noi, che cercava di comunicare con frasi sconnesse come “…me lo offrite un AmaroDelCapo?…” per poi dileguarsi nuovamente nel fitto della boscaglia.

Dopo quel primo incontro gli avvistamenti sono aumentati in maniera esponenziale dandomi la possibilità di disegnare un profilo generico sui caratteri comportamentali primari. Di aspetto scimmiesco, tra l’orango e il panda a pelo corto, il Bestio del Montefeltro, è un’animale abbastanza schivo e notturno. Passa le giornate a sonnecchiare mentre durante la notte soddisfa i suoi bisogni primari quali il cibo, la Tv o il web tramite il quale può avere libero accesso a tonnellate di pornografia spinta. Si nutre prevalentemente di amari e piadina con lo squacquerone e rucola. E’ una razza quasi estinta; alla base della scomparsa della suddetta specie è probabile che ci sia il suo rudimentale rito di corteggiamento quasi sempre costituito da minacce, puzze e suoni gutturali come “facciamounorgiaioete?”.

Quali altre mirabolanti scoperte ci regalerà l’osservazione di questa specie non ci è dato saperlo ma, sia io che tutta la mia equipe, ci impegniamo a tenervi costantemente informati.
Nb: Ad onor del vero, la scoperta della creatura, non è stata interpretata nel medesimo modo da tutta la squadra; Giacobbo è propenso nel credere che Il Bestio del Montefeltro altro non sia che un Templare incrociato con un chupacapra, Bossari & Co invece, optano più per la teoria degli “UFI”cospiratori.

nov 21st, 2011 | Category: Satirattualità
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  • Alice

    Allora esiste davvero!! Non erano allucinazioni dovute a troppo AmaroDelCapo!

  • Davide R.

    Un articolo che sconvolge il mondo scientifico e non.  :-)