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Il Governo delle “allungate aspettative di vita”

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Una piange, un’altro minaccia : ”vi immaginate cosa sarebbe successo se non avessimo assunto queste misure?”. Presentare la quinta riforma economica in un anno non è stato come fare la lezione alle pagine del Corriere della Sera.

Mario Monti da Preside della Bocconi preparava i nuovi Marchionne, giovani economisti pronti a licenziare i lavoratori per far apparire più appetibile la propria azienda. Da Presidente del Consiglio dei Ministri (e Ministro del Tesoro), ha passato un mese a preparare i propri cittadini al peggio, lasciando di tanto in tanto lo spiraglio per disegnare scenari migliori, per poi fare come il Marchionne di turno: arrangiare un assetto statale che fosse appetibile dentro e fuori il sistema di mercato europeo, proponendo ai propri sottoposti, i cittadini italiani, la peggiore delle soluzioni possibili. Una specie di referendum Mirafiori, chiamato “decreto salva-Italia“. O questo o il fallimento. “Non ci sono alternative, ci vogliono sforzi e sacrifici urgentissimi” ha detto.

La soluzione per salvare il bilancio italiano è stata trovata nell’ennesima finanziaria fatta di imposte che aumentano e di fondi per i servizi che vengono tagliati. La riforma previdenziale è il centro di tutto, con la supposizione che “le aspettative di vita si sono molto allungate, oltre gli ottanta anni sia per le donne sia per gli uomini”. Chi lo garantisce, Don Verzé? Ci si sforza di cercare una norma a favore delle famiglie, dei giovani lavoratori. Non c’è un euro per quei settori pubblici messi in ginocchio dai tagli (scuole, forze dell’ordine e sanità). Lavoreranno anche loro come muli e dovranno andare in pensione più tardi. A 66 anni. Come gli uomini del lavoro autonomo. E se proprio si vorrà andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia bisognerà aver maturata un’anzianità contributiva di 42 anni. Nessuna discriminante per il tipo di lavoro. Se fai un mestiere logorante, puoi sempre pensare che “le aspettative di vita sono allungate”. Di come di vivranno gli anni del dopo lavoro non frega niente, se spenderai la pensione in farmaci sarà solo una tua sfortuna. D’altronde ci sono i debiti da pagare. E i figli da mantenere.

Il Presidente Monti mentre ruba pochi minuti all'attività parlamentare per telefonare ad un'agenzia di viaggi e prenotare le vacanze del 2024.

Proprio come Marchionne, Monti ci propone un presente ineluttabile distogliendoci dalla progettazione del futuro. In un paese dove un lavoro in nero da fare oggi è più certo della pensione da accumulare per il domani, la generazione nata negli anni ottanta correrà il rischio di arrivare a 60 anni senza aver accumulato i giusti contributi. Potremo consolarci con le “aumentate aspettative di vita”? Professore, vivere più a lungo o vivere meglio? E intanto, avremo avuto la possibilità di andare a vivere da soli o saremo ancora a casa dei genitori?

Secondo un calcolo della Cgil, l’ammontare delle cinque finanziarie che l’Italia si è inflitta nel 2011 sarà di 161 Miliardi di euro entro il 2014. Quasi sei mila cinquecento euro di esborso per ogni nucleo familiare. In aggiunta alle tasse e alla spesa per il pranzo da mettere in tavola. Il brutto di tutto ciò è che a mettere in tavola quel pranzo saranno genitori sempre più anziani o giovani che rinunciando ai propri sogni avranno iniziato un lavoro lontano dalle loro aspettative. Non c’è un idea nuova, non c’è un’Italia alternativa nella manovra finanziaria di Monti. E lui risponderebbe: “Non era mio compito”. Ligio al dovere, il Professor Monti ha agito come un revisore dei conti, un commissario chiamato a tappare le perdite. In questo caso, chiamato ad abbassare lo spread ad un livello vicino ai competitori europei (la Spagna si, la Germania magari). Lo facevamo più bravo. Solo che la sua dottrina non gli consente di muoversi più in là. Si potevano tassare le rendite finanziarie, aumentare l’Irpef, inserire norme penali sull’evasione fiscale, tagliare stipendi e vitalizi e non solo rinunciare al proprio stipendio. E i suoi ministri, rinunceranno? E i capi partito, i 936 parlamentari? Sarà pure un gesto nobile, ma non impedirà al Primo Ministro che verrà di accaparrarsi la pensione per il resto delle sue “aspettative di vita”. 

Doveva essere un governo a tempo e ha finito per vedere allungate le sue aspettative di vita, per benedizione teutonica e per manifesta collusione con i capi di partito. Anche loro gerontocrati che hanno visto fin troppo allungate le loro aspettative di vita.

 

dic 5th, 2011 | Category: Gli editoriali del direttore
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