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Colpire le pagliette per sabotare Rassegna Stagna

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Pensionati, anziani, lavoratori dipendenti, la classe ’52, studenti draghi e ora tutta la redazione di Rassegna Stagna, Mari Monti si fa un nemico al giorno.

Dopo aver appreso che il governo ha aumentato l’accisa sul tabacco tranciato, cioè sul drum, il pueblo o l’american spirit, la redazione di Rassegna Stagna è entrata in stato di agitazione, dichiarando intollerabile l’abuso di aumenti attuato dal governo Monti e dal suo Consiglio dei Ministri.

Il neo direttore di Rassegna mentre rulla alla velocità della luce

Questo giornale aperiodico ha visto la luce attraverso una colta nube di pagliette (in una stanza che si fuma, henrique dixit) e ha trovato un supporto psicologico nel rullaggio di migliaia di pagliette in notti passate alla ricerca di buone idee e a vagliare cazzate più o meno grosse. Inoltre il nostro lavoro si fonda sul principio della condivisione di cartine e filtrini, del legame tra tabacco e birrette e soprattutto dal innegabile stimolo intellettuale prodotto da una rullata di gruppo. Cose di cui un Preside della Bocconi ignora il significato.

Rassegna Stagna e il suo consiglio di redazione, si ritengono offese dal comportamento dispotico tenuto dal governo nei confronti della categoria degli studenti e in particolare dei giovani giornalisti studenti subalterni, assidui fumatori di sigarette, paglie e pipette. Riteniamo che l’azione del governo nasconda l’intento di contrastare l’informazione libera e spregiudicata che, nei limiti delle nostre capacità, questa testata si è sempre proposta di attuare.

Diciamo senza mezzi termini che con la scusa del “fumare fa male” si è costruita una spirale del silenzio nei confronti delle persone comuni, mentre veniva dismesso il patrimonio economico della Manifatture di Tabacco in possesso dei Monopoli di Stato. Una filiera che dal contadino al consumatore ha creato posti di lavoro in tutta Italia per tutto il Novecento, fino alle assurde privatizzazioni degli anni zero. Così facendo, l’Italia si è privata di un settore strategico nella produzione mondiale di un bene che nonostante i consigli del dottore crea economia e posti di lavoro. Oggi importiamo sigarette dalla Romania e dalla Polonia, i Monopoli di Stato hanno dismesso gli impianti ma continuano a incassare i denari dei cittadini. Non abbiamo nemmeno tassato le multinazionali del tabacco che dopo aver portato via le fabbriche dal paese, sono tornate per vendere. Una farsa a scapito di lavoratori, cittadini e fumatori. Cui abbiamo assistito indifferenti, quasi come stiamo facendo ora che Fiat porta la produzione delle auto all’estero.

Foto di repertorio - L'ex direttore Menzo devoto di Sua Paglietta, Maestro Venerabile della Loggia dei Ciccatori nella Tazzina.

Un’ulteriore verità, caro Presidente Monti, è che tantissimi fumatori si sono “convertiti” alla pratica delle sigarette “fai da te” per poter risparmiare sui pacchetti di sigarette confezionate. Su cui nei giorni era stato minacciato un atto di repressione senza precedenti: ritiro delle sigarette nei pacchetti da dieci e aumento di due euro del costo dei pacchetti da venti. Un piano troppo ardito per andare in porto, così si torna ad attaccare le fasce più deboli. È inoltre offensivo che l’aumento sia stato pensato per coprire la parte di riduzione sui beni di lusso come le barche. Si fottano gli armatori! Potere ai fumatori !

Articolo scritto senza nicotina in corpo.

 

 

dic 15th, 2011 | Category: Gli editoriali del direttore
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